Feeds:
Articoli
Commenti

Ghost Town

Oggi verrò meno al mio precedente giuramento di non aggiornare più il blog per un mese, infatti sembra che una settimana sia stata sufficiente per dimenticare la fatica (?) spesa davanti alla tastiera! :P
Inoltre, come forse si era capito, io pubblico post solo quando sento l’urgenza di condividere col mondo qualche mia nuova scoperta o passione.
E adesso ho proprio voglia di parlare di un film che ho visto ieri, e che è stato in grado di guarirmi da una depressione crescente.

Trattasi di Ghost Town.

Ai tempi in cui era uscito al cinema, l’avevo snobbato, ritenendolo un ottimo candidato come film strappalacrime..
Bè, non potevo essere più lontana dalla verità!

Credo che siano pochi i film che mi abbiano fatto ridere tanto, e dall’inizio alla fine poi! Senza la presenza dei soliti momenti “vi-facciamo-riflettere-e-commuovere-un-pò”!
Insomma la scelta di vedere questo film per tirarmi su il morale, è stata proprio una scelta felice!

Come posso definirlo? Forse come un incrocio fra Canto di Natale e Ghost: abbiamo il nostro Scrooge e il nostro fantasma! :P
Scrooge è Pincus, e non fa l’usuraio, ma il dentista, non ha un socio morto, ma una ex ragazza che l’ha abbandonato. Dopo questo “piccolo” incidente la sua vita è cambiata, così che ora lo conosciamo come una persona che, tendezialmente… odia le altre persone! XD
È così piacevole per lui tappargli la bocca nel suo studio, e, con i suoi trapani e gesso per il calco dentale, interrompere quel continuo brusio e bla bla bla! Succede però che durante un intervento chirurgico, il nostro dentista muore per 7 minuti, e ciò è naturale che porti a delle conseguenze… Bè, ora Pincus può vedere i fantasmi! E non appena questi se ne accorgono, lo tormenteranno giorno e notte per convincerlo ad aiutarli nei loro “affari in sospeso”.
Ma… non vi ho ancora parlato di Frank! Frank è il solito uomo d’affari con una moglie di cui non sa apprezzare del tutto la bellezza e l’intelligenza, e che quindi si trova un’amante. E proprio all’inizio del film sta per essere scoperto dalla moglie, quando all’improvviso… muore! E dopo un anno da fantasma incontrerà Pincus e gli chiederà di aiutarlo: sua moglie sta per risposarsi con un farabutto (?), e lui deve fare qualcosa per mettere fine alla loro relazione!
Bene, se Pincus odia le persone, bè, odia ancora di più i fantasmi, quindi la risposta è NO.
Ma vi ho detto che Frank è bravo con le minacce? XD
Quindi, suo malgrado, Pincus aiuterà Frank con la moglie, che scopre essere la sua vicina di casa!

-Pincus: Non l’avevo mai notata.
-Frank: Ma come! È quella a cui hai chiuso l’ascensore in faccia e a cui hai rubato il taxi!
-Pincus: Ah si?

XD
Fatto sta che Pincus rimane piacevolmente colpito dalla bella mogliettina del suo fantasma, quindi si auto-propone come possibile distrazione dal fidanzato di lei… E le migliori parti del film consistono proprio nel vedere come lui cerca di far colpo su di lei! XD

Insomma, un film davvero esilarante, che non cade mai nella tentazione di farlo diventare un film che fa riflettere, o un film sulla rinascita. È pur vero infatti che Pincus inevitabilmente diventa più socievole, ma alla fine resta sempre se stesso, non c’è un mutamento “straordinario” del personaggio… Non è lo Scrooge pronto ad andare a far festa dopo la visita dei tre spiriti! Al massimo è meglio disposto verso il saluto! XD
E poi, Frank… Anche qua, si poteva cedere alla tentazione di farne un santo, ma così non è. Frank anche da morto rimane con i suoi difetti: è stato un infedele e un bugiardo, e l’unica cosa che può dire da morto è che gli dispiace. Tutto qui.

Quindi, mentre all’inizio ho detto che il film era un incorcio fra Canto di Natale e Ghost, bè, è tutto questo, ma anche il contrario! Non troviamo personaggi buoni, o che diventano tali, solo persone piene di difetti che affrontano la vita come piace a loro.

Inutile dire che Pincus è il mio personaggio preferito! :P Un cinico abituato ad odiare le persone, che all’improvviso scopre l’amore e tenta di interagire con un essere umano? Fantastico! XD

Quindi, se un giorno vi sentite un pò giù e volete qualcosa per tirarvi su, bè, il mio consiglio è questo: guardate Ghost Town!

-Pincus: È successo qualcosa di anomalo durante la mia operazione?
- Chirurgo: Lei è morto.
- Pincus: Sono morto…?
- Chirurgo: Un pochino.
- Pincus: Per quanto?
- Chirurgo: 7 minuti.
- Pincus: Sono morto per 7 minuti?
- Chirurgo: Gli esseri umani muoiono.
- Pincus: Si ma alla fine della vita e solo una volta!

Pride & Prejudice Day III

At last, ce l’abbiamo fatta! XD

Buon Pride & Prejudice Day!

Dopo questa carrellata di post quotidiani, alla fine siamo arrivati al vero protagonista, lui, l’unico e il solo: Orgoglio e Pregiudizio!


Dopo aver tanto parlato di questo P&P Day, forse è meglio dare qualche spiegazione! Certo, le spiegazioni le do ogni anno (forse XD), ma dato che è un giorno particolare, che solo due persone su questa Terra festeggiano, è plausibile che chi vagabondi fra queste pagine sia del tutto all’oscuro del suo significato! XD
Ebbene, tutto ebbe inizio quattro anni fa, quando sui giornali era uscita la notizia dell’imminente uscita del film di Orgoglio e Pregiudizio. Due mie amiche ed io, per l’occasione, avevamo deciso di leggere simultaneamente il rispettivo romanzo. E quello è stato uno dei periodi più belli della mia vita: scoprire insieme la Austen, innamorarci insieme di Darcy, commentare i passi che ci erano più piaciuti… ♥ Ricorderò sempre un giorno in cui in classe (era l’ultimo anno del liceo) c’era tema, e Giulia ed io avevamo scritto quattro scemenze messe in croce per poter abbandonare i fogli protocollo, e sfogliare per tutto il tempo rimanente una rivista in cui si parlava del film (e in cui c’era una bellissima foto gigante di Darcy *_*).
Eh sì, bei tempi…
Quindi, ogni anno il 30 gennaio (giorno a metà fra la data in cui io finii il libro, e la data in cui lo finii lei), noi due ci rileggiamo la storia d’amore fra Darcy e Lizzie! ♥

Ma nonostante ogni anno dedichi un post a questo giorno, temo di non aver mai parlato nè del libro, nè del film, nè dello sceneggiato, sebbene ci siano poche cose a questo mondo che io adori di più!
E dato che ormai ci ho lasciato le dita per scrivere gli altri cinque post, come si dice? Ho fatto 30, posso fare 31! XD

Partiamo quindi dalla trama. Lizzie Bennet può vantarsi di essere il membro più sensato e normale della sua famiglia: il signor Bennet, sebbene sia un uomo accorto, si diverte a prendere in giro sua moglie, verso cui non prova alcuna stima, e le sue quattro, forse tre (se si esclude anche Jane) figlie sciocche; la signora Bennet è una donna che deve sempre confrontarsi con i suoi “poveri nervi”, fatto che ricorda all’intera famiglia ogni volta che può; Jane Bennet, la maggiore delle figlie, è una ragazza dolce e ingenua, che non è in grado di vedere il male nel mondo; Mary Bennet è una ragazza assennata, forse fin troppo, e non perde mai l’occasione di fare delle buone (ma anche indesiderate) prediche; Kitty Bennet è invece una giovane con poco carattere, più che altro influenzata in tutto quel che fa dalla sorella minore, Lydia, il membro più ridicolo di una famiglia che di esemplari assurdi ne può vantare tanti! Ma anche Lizzie non è perfetta: infatti si fa pregio di essere un’ottima studiosa del comportamento umano, e di poter fare, dopo pochi istanti di conoscenza, un ritratto abbastanza fedele del carattere di chiunque. Ma proprio questa sua fiducia nelle sue capacità, la porterà a farsi un’idea del tutto sbagliata su una certa persona: Mr. Darcy, amico di Mr. Bingley, da poco padrone di Netherfield Park. Darcy appare come un uomo orgoglioso, quale in effetti è, ma Lizzie non riesce a vedere oltre la superficie, accecata dal pregiudizio e dalla volontà di considerarlo come una persona detestabile. Nel libro, un passo chiave che rende estremamente chiaro quello che lei pensa di lui, e quello che lui ha invece capito di lei, è espresso da questo dialogo:

Lizzie: “Il vostro difetto è una propensione ad odiare le persone!
Darcy: “E il vostro quello di fraintenderle completamente.

Ma con l’approfondirsi della loro conoscenza, Lizzie sarà in grado di vedere i molti meriti e pregi di Darcy, e quest’ultimo riuscirà per amor suo a mettere da parte quell’orgoglio che un tempo non disdegnava.

Oggi, come ogni anno, sfoglierò quindi le pagine di questo meraviglioso libro. Anche se, dopo la lettura di Orgoglio e pregiudizio e zombi, non credo che niente mi risulterà dimenticato, infatti quel libro è 20% zombie e 80% Jane Austen! Ma immergersi in questa storia ADESSO, in questo esatto periodo dell’anno… Bè, è qualcosa che non ha prezzo, un ponte per il passato.

E mentre oggi inizio il libro, ieri ho finito lo sceneggiato! Quindi… Parliamo un pò anche di questo! XD

Per gli amanti del romanzo, questa versione della BBC non può che essere considerata perfetta! Fedele al libro, ricca di ironia, e con due protagonisti che sembrano nati per quei ruoli! Darcy (per quanto adori quello del film) è Colin Firth, c’è poco da discutere. Attraverso i suoi occhi vedi ciò che vede lui: una festa noiosa, una compagnia tediosa, una società a lui inferiore, ma anche una giovane prima graziosa, e poi bella, una creatura dotata di un mistico fascino… I suoi occhi parlano, e metà della loro storia d’amore è da essi raccontata. Una scena che mi farà sempre sciogliere il cuore è quella in cui lui semplicemente guarda Lizzie mentre suona il piano. Nessuna parola fra i due, solo uno sguardo.
E non ci si può certo dimenticare poi la leggendaria scena del lago, dove un Darcy “poco elegantemente vestito” (cit. Mrs. Gardiner) incontra, per la prima volta dopo il di lei rifiuto alla sua dichiarazione, Lizzie.
Nel secondo libro de Il Diario di Bridget Jones, la protagonista riesce ad ottenere un intervista con Colin Firth, e durante questa non fa altro che chiedergli particolari sulla camicia bagnata! XD “Ma come facevate quando la camicia si asciugava? Utilizzavate uno spruzzino?” XD. Un’intervista davvero esilarante, che chi ha visto lo sceneggiato DEVE leggere!

And last, but not least, il film.
Non so come potrò mai esprimere a parole quanto questo significhi per me.

C’era un tempo, quando era appena uscito il DVD, che lo vedevo almeno due volte alla settimana, che non facevo altro che ascoltarne la colonna sonora e impararne a memoria i dialoghi. Con Giulia ci divertivamo a sfidare la nostra memoria scrivendo le battute delle scene più importanti del film. E soprattutto ad inserire nelle nostre conversazioni frasi che lo ricordassero. Del tipo: “tutto ciò è molto grave, grazie, arrivederci!”, oppure “sì, lo so” (detto da Darcy in risposta a Lizzie e al suo “Mi piace camminare”), oppure ancora “davvero non saprei”, e “le vostre mani sono fredde”…
Si potrebbe continuare all’infinito, e questo per cercare di far capire l’impatto che questo film ha avuto su di noi. Darcy certo, non è propriamente quello del libro, è molto più dolce, ma non lo si può certo disprezzare per questo, tutt’altro. È così facile perdersi nei suoi profondi occhi azzurri, e quanto fanno battere il cuore durante la prima dichiarazione, una delle scene più belle di tutto il film. E finalmente qualcuno ha osato coprire il vuoto della seconda di dichiarazione, che la Austen ha lasciato invece alla nostra immaginazione. Per tutte le volte che l’avevo vista nei trailer, al cinema sapevo già le battute a memoria, ma ogni volta che le risenti, ti dimentichi comunque di respirare:

Se i vostri sentimenti sono gli stessi di aprile, vi prego, ditelo ora.
Il mio affetto e i miei desideri sono immutati, ma una vostra parola mi farà tacere per sempre.
Se, invece, i vostri sentimenti fossero cambiati, devo dirvelo: mi avete stregato anima e corpo e vi amo, vi amo… Vi amo.

E d’ora in poi non voglio più separarmi da voi.

Ecco le parole giuste ad esprimere i miei sentimenti: questo film mi ha stregato anima e corpo, e lo amo, lo amo, lo amo! E stasera gioirò della sua visione.

♥♥♥♥♥

Non mi resta che rinnovare, come ogni anno, i miei auguri a tutti coloro che hanno amato e amano la storia di Darcy e Lizzie.
A tutti voi buon Pride & Prejudice Day! ♥

Oh, giorno di gaudio!

(cit. Mrs. Bennet)

Ed eccoci al secondo appuntamento della giornata: Northanger Abbey.
Per inciso, giuro che dopo questo tour de force di post, non toccherò più questo blog per un mese! XD
Ma andiamo a parlare di questa particolare opera della Austen. Come molti sapranno, è il suo ultimo romanzo, pubblicato dopo la sua morte, insieme a Persuasione. Dicevo, un romanzo particolare, perchè la cara Jane sembrava con questo voler sperimentare un genere nuovo, sul gotico… Infatti la storia d’amore alla fine è lineare e senza veri e propri ostacoli. E gli unici problemi che vengono raccontati, se li crea la stessa protagonista là dove proprio non ne esistono! XD

Catherine Morland è cresciuta in una casa di campagna, con i suoi amati fratelli e con l’amore dei genitori, una delle rare coppie di allora che si erano sposate per amore. Vive una vita così tranquilla, che gli unici momenti un pò emozionanti sono quelli che vive fra le pagine dei libri. Un giorno un’amica di famiglia invita Catherine ad accompagnarla a Bath, e la ragazza, entusiasta di poter vivere le mille avventure che una città può offrire, accetta molto volentieri. Qui fa la conoscenza di due famiglie: i Thorpe e i Tilney. I primi all’apparenza sembrano persone di buona compagnia, e Isabella Thorpe e Catherine diventano fin da subito buone amiche. Approfittando di ciò, Isabella cerca anche di spingere la neo-amica verso il fratello John. Ma le attenzioni di Catherine dopo l’arrivo a Bath sono tutte per un altro gentiluomo, Mr. Tilney, il quale è un giovane affascinante e simpatico. Il padre di Tilney, ingannato dalle false dicerie di John Thorpe, che credeva la ragazza un’ereditiera, dopo aver notato il genere di legame che stava nascendo fra il figlio e Catherine, invita quest’ultima nella loro “modesta dimora”: l’abbazia di Northanger. Catherine non ne potrebbe essere più entusiasta: chissà quanti segreti può celare una casa del genere, chissà quanti fantasmi abitano le sue stanze, chissà quali atroci delitti sono stati commessi al suo interno! Ed una volta diventata ospite dei Tilney, la nostra giovane protagonista farà galoppare la sua fantasia… Infatti sembra che nessuno voglia condividere con lei il mistero celato dietro la morte della signora Tilney. La ragazza infatti non pensa, come farebbero tutti, che è naturale che Mr. Tilney e sua sorella non vogliano parlare della morte della loro cara madre, no! Lei è risoluta nel pensare che ci sia qualcosa sotto, come ad esempio… sì, un omicidio! E sarà proprio questa sua fervida immaginazione il più grande ostacolo nell’amore fra lei e Mr Tilney…

Come anticipato, la storia non ha un granchè di movimentato. E più che interessarti alle vicende della protagonista, ti viene il nervoso per il comportamento di Isabella, che, pur essendo fidanzata con il fratello di Catherine, civetta come se niente fosse con il fratello maggiore di Mr. Tilney, e cerca di incastrare l’amica in una relazione con il suo di fratello… Per il resto… Bè per il resto la storia d’amore principale non subisce grandi scossoni: i due si incontrano, si conoscono, si piacciono, poi lei accusa il padre di lui di aver ucciso la moglie (dettagli! XD), quindi discutono, poi fanno la pace, e poi si sposato! Insomma, fila tutto liscio come l’olio! :P

Anche di quest’opera ho visto il film, che, devo dire, non è male. Infatti, pur basandosi su una storia così “piatta”, riesce a darle un pò di vivacità, proprio grazie all’aiuto dell’immaginazione della protagonista.

Cresciuta con i libri gotici che andavano tanto di voga al tempo, Catherine vede avventure nascoste dappertutto! Come quando affronta il viaggio in carrozza per andare a Bath e immagina che dei briganti li intercettino e li spoglino di tutti i loro averi.. E poi ovviamente il capo banda si innamora di lei e la conduce via con sè! XD Oppure quando, reduce dalla lettura de Il Monaco, immagina che Mr. Tilney possa, grazie alla magia, attraversare le pareti e raggiungerla quindi in ogni dove, persino nella stanza da bagno! Oppure ancora, quando nella sua stanza a Northanger Abbey trova delle lettere vecchie, e mentre trascorre la notte a filare la trama delle loro oscure origini, il mattino dopo scopre che erano solo delle liste della spesa! Sono questi gli elementi su cui il film fa gioco-forza, e grazie a questi mantiene alta l’attenzione dello spettatore. Quindi direi che è consigliabile, forse può riuscire anche più gradevole rispetto al libro!

Per quanto riguarda la storia in sè, come molti hanno già detto, sembra una caricatura dei romanzi gotici. Alla fine non c’è nessun mistero, nessun oscuro assasinio, nessuna avventura degna di questo nome. La nostra protagonista (definita da molti un’anti-eroina) è costretta a svegliarsi e a capire che la vita vera non potrà mai essere come quella raccontata in un libro. Nella vita è raro che si esca fuori dagli schemi. Forse Catherine non si sarebbe mai aspettata di diventare la moglie di un curato, ma così è stato. C’est la vie.

Mi permetto di dire che il messaggio del libro è un messaggio invero molto triste. Mi piacerebbe tanto metterlo in discussione, ma, ahimè, non trovo argomenti. Si potrebbe dire, alla Peter Pan, che la vita in sè “è un’avventura meravigliosa“, ma, pur essendo una bellissima citazione, non posso dire di condividerla a pieno. La verità è che Jane ha ragione. Se ti svegli la mattina, non troverai mai una fata che ti riveli il vero scopo della tua esistenza, al massimo trovi tua mamma che ti porge il latte appena scaldato.
Oddio, mi sto deprimendo da sola…
Comunque, questi ragionamenti non ci possono portare che ad un’unica soluzione: rifugiamoci tutti nel mondo dei libri! XD

È solo un romanzo… o, in breve, un’opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile.

A domani per i festeggiamenti veri e propri, con il P&P Day!

-1 al P&P Day (di cui io ho già iniziato i festeggiamenti concedendomi la visione dello sceneggiato! :P ), ed oggi, come da annunciato, doppio appuntamento con la Austen! Iniziamo dunque con Mansfield Park.

Anche di quest’opera non ho letto il libro, quindi tutto quello che dirò si riferirà all’omonimo film, dove troviamo Jonny Lee Miller nei panni di Edmund, il nostro protagonista, che ricordo aver recentemente impersonato anche il personaggio di Mr. Knightley nello sceneggiato della BBC di Emma. Inoltre troviamo (avviso già che questa notizia può interessare solo me XD) James Purefoy, nelle vesti di Tom Bertram, fratello maggiore di Edmund. James infatti ha impersonato anche Rawdon Crawley nel film La Fiera delle Vanità, e tale film, mi ricordo, mi aveva fatto venire un così grande nervoso per il comportamento della protagonista, che mi ero ancorata totalmente al personaggio di lui, continuando a pensare “lei è gran cretina, ma almeno finchè c’è lei in scena, ci sarà anche il marito, lui sì che è un uomo…” eccetera eccetera eccetera… Questi pensieri mi sorreggevano durante la visione di questo luuungo film, sennonchè (SPOILER) dopo un’ora o più, il suo personaggio muore. (FINE SPOILER) Ora, ricorderò sempre il grande trauma che ciò mi procurò (sì, lo so che sembra stupido), quindi nella mia mente ho idolatrato quell’uomo come fosse un modello di perfezione, o qualcosa di molto simile… Quindi, in sostanza, è sempre un piacere rivederlo! XD

Ma torniamo a noi, e passiamo alla trama della storia.

Fanny Price è nata in una famiglia povera, infatti la madre, pur essendo di buone origini, preferendo ai lussi l’amore, aveva contratto un matrimonio decisamente poco vantaggioso a livello economico. Cosicchè alla fine si potè vantare di dieci figli (uno più o uno meno, non li ho contati! XD), ma di non altrettante stanze nella sua casa. La zia di Fanny decide quindi di accogliere la nipote a casa sua, per cercare di aiutare la sorella. Quindi la nostra protagonista si ritrova catapultata sin da ragazzina nel mondo di Mansfield Park. Qui crescerà con i quattro figli della zia: Edmund, Tom, Maria e Julia, ma dei quattro solo Edmund la tratterà come un suo pari, ed anzi, fra loro nascerà un forte legame. A smuovere le acque della tranquilla vita della famiglia ci sarà l’arrivo di due fratelli: Henry e Mary Crawford. Il primo si divertirà a corteggiare simultaneamente Maria e Julia, mentre la seconda cattura le attenzioni di Edmund. Questo infatti, spinto dal non voler deludere le aspettative del padre, vede in Mary un’ottima compagna. Nel frattempo il rapporto fra Henry e Maria si fa sempre più ambiguo, nonostante lei sia ufficialmente fidanzata con Mr. Rushworth, quindi per mettere a tacere i pettegolezzi, le nozze vengono anticipate, e Maria parte per la sua luna di miele trascinando anche la sorella Julia. Henry, che ha perso così il suo divertimento, per gioco vuole far innamorare di sè Fanny. Ma la nostra eroina ha un carattere piuttosto forte e indipendente, e respingerà in tutti i modi l’assidua corte del giovane. E questo cambierà le carte in tavola, infatti Henry che voleva far innamorare di sè Fanny, alla fine è il primo ad innamorarsene. Quindi continua imperterrito nella sua corte, fino a farle anche una proposta di matrimonio… Che viene naturalmente rifiutata! Fanny infatti non solo non prova nessun sentimento per lui, ma in più lo disapprova fortemente per la sua precedente condotta con le cugine. Inoltre il suo cuore è già occupato: è da tempo ormai che si era resa conto di essere innamorata di Edmund, il dolore che le provocava il legame di lui con Mary gliel’ha reso chiaro. Comunque, lo zio di Fanny, Mr. Thomas, non appena viene a sapere che la nipote ha rifiutato la proposta di Henry, la rimprovera di scarsa sensatezza, e le ricorda la sua condizione: lei è una ragazza povera che alloggia temporaneamente nella casa dei suoi ricchi zii, in un matrimonio con Henry ci sarebbero stati solo vantaggi. E per ricordarle cosa significhi vivere senza sostanze, la rispedisce da sua madre. Fanny trova nella sua vera casa più disperazione e miseria di quanta se ne ricordasse, ma non vuole cedere, ed è determinata nelle sue scelte. Solo quando una lettera di Mary la metterà al corrente di un forse prossimo matrimonio con Edmund, perde un pò di questa determinatezza e si sente tentata ad accettare la corte di Henry, che nel frattempo non si era dato per vinto. Ma quello che Fanny non sa è che Edmund, se un tempo era propenso a considerare la compagnia di Mary, un’ottima compagnia, di giorno in giorno mutava idea verso il contrario, notando aspetti del suo carattere, che prima solo Fanny era stata in grado di notare. Ed anche Henry, che adesso appariva tanto innamorato, forse non aveva perso del tutto il vizio di divertirsi con le donne… Quando i due protagonisti si rincontreranno, molte cose diverranno più chiare.

Non saprei esprimere un giudizio molto sensato sul film. Ci sono parti che mi piacciono, altre che non mi piacciono. Non è nè bello, nè brutto. La storia è carina, ma non troppo. Si poteva fare di meglio? Certamente, ma si poteva anche fare di peggio. Insomma, credo di aver reso l’idea.
Ho visto che nel 2007 è uscito anche un nuovo film tv, ma dopo aver scoperto che Edmund è stato impersonato dallo stesso attore che ha fatto Mr. Elton nello sceneggiato di Emma (personaggio che interpretato da lui ho profondamente odiato), nella mia mente sono passate queste due parolo: “IO PASSO” XD.

Per descrivere esattamente ciò che penso riguardo al film, mi permetto di usare le medesime parole che Fanny stessa recita alla fine:

Poteva andare diversamente… Ma così non è stato.

A seguire: Northanger Abbey.

È ora il turno di Ragione e Sentimento, o meglio Sense & Sensibility (in inglese il titolo rende di più :P ).

Anche quest’opera della Austen purtroppo ha sofferto di quella che d’ora in poi chiamerò “Sindrome da Persuasione”, infatti la prima volta che sono entrata in contatto con la storia d’amore fra Edward ed Elinor è stata con il film di Ang Lee (di cui devo ancora vedere I Segreti di Brokeback Mountain).

Film che può certo vantare una miriade di nomi importanti: Hugh Grant per il protagonista, Emma Thompson per la protagonista, poi a seguire Kate Winslet, Alan Rickman (oggi meglio noto come Piton XD) e persino l’amato Dr. House, Hugh Laurie. Ma quello di cui non può vantarsi è di aver creato un film per me bello e romantico. Specifico per me, perchè ho appena scoperto che ha vinto un sacco di premi, quindi si vede che a qualcuno è piaciuto! XD
Comunque, per quel che mi riguarda, il film mi ha convinto a non leggere il libro. La storia non mi piaceva, il protagonista, Edward, mi sembrava solo uno sciocco, e il resto… Il resto l’ho rimosso! XD Anche se mi posso immaginare quanto Piton mi possa esser sembrato un eroe romantico nei panni del Colonello Brandon! XD

Ma veniamo alla trama. Mrs. Dashwood e le sue tre figlie, Elinor, Marianne e Margaret, in seguito alla morte di Mr. Dashwood sono costrette ad abbandonare la loro casa, in quanto unico erede è come al solito l’unico figlio maschio, in questo caso John Dashwood, che, persuaso dalla moglie Fanny, decide di non aiutare la sua matrigna e le sue sorellastre. Così le Dashwood possono restare in quella che ormai non possono più considerare la loro casa, solo finchè non troveranno una nuova sistemazione. Nel frattempo John e Fanny si sistemano nella loro nuova casa, e Fanny annuncia il prossimo arrivo di Edward, suo fratello, su cui tutta la famiglia nutre grandi aspettative. Edward arriva e sembra stringere fin da subito una forte amicizia con Elinor. Rendendosi conto di ciò Fanny avverte Mrs. Dashwood che un’unione fra i due sarebbe impossibile, in quanto la loro madre, se Edward non contrarrà un matrimonio vantaggioso, lo diserederebbe. Quindi è tempo di partire per le Dashwood, e nonostante sia ormai chiaro a tutti che Elinor ed Edward siano innamorati l’uno dell’altra, quest’ultimo si limita a dirle addio come un amico. Le tre sorelle ora andranno a vivere in un piccolo cottage affidatogli da un loro lontano cugino. Ed in questo cottage sarà la volta di Marianne di trovare l’amore… Per due volte! All’inizio si fa coinvolgere in una passionale relazione con Mr. Willoughby, il quale l’aveva soccorsa dopo una sua caduta. Avendo una visione romantica della vita, Marianne non si preoccuperà più di tanto di “ciò che non conviene per una signorina”, e si abbandonerà fin da subito al suo amore per il giovane, rendendolo manifesto a tutti, e facendo nascere dei sospetti riguardo ad un loro fidanzamento segreto… Di ciò rimane turbato il Colonnello Brandon, anch’egli innamorato della giovane donna, ma il suo turbamento nasce da delle preoccupazioni sulle reali intenzioni di Willoughby, che sembra aver già conosciuto in passato. Nel frattempo Elinor conosce Lucy, la quale, non appena sentito che Elinor ed Edward venivano considerati come innamorati agli occhi di chi li vedeva, la rende subito partecipe del suo segreto: ella è in realtà segretamente fidanzata con Edward da ben quattro anni! Elinor grazie alla sua grande razionalità cerca mettersi l’anima in pace, ma ciò che è determinata a non manifestare esteriormente è in realtà un profondo dolore. Là dove il romanticismo di Marianne l’ha portata a scelte troppo avventate, la razionalità di Elior l’ha portata a cercare di reprimere i suoi veri sentimenti. Riusciranno le due ragazze a trovare un equilibrio fra ragione e sentimento, e a trovare infine la felicità?

Ciò che il film non era riuscito a fare, ossia render giustizia a questa storia, c’è riuscito lo sceneggiato della BBC del 2008!

Se dovessi descriverlo con una sola parola, userei questa: sensuale. Il modo in cui le due (o tre? XD) storie d’amore vengono raccontante ha un qualcosa di sexy che è difficile da spiegare. Bè, già i primi minuti ci regalano immagini che non si sarebbe mai pensato di poter vedere in una trasposizione di un racconto della Austen: un Willoughby che senza troppi convenevoli seduce una giovane ragazza (di cui solo più tardi si scoprirà l’identità). Ma non è solo questo. Soprattutto nelle storie che coinvolgono Marianne ci sono molte di queste sfumature “sexy”. Il toccarsi appena con una mano, la sconvenienza nascosta nell’aggirarsi in una casa deserta, l’eccitazione nell’andare contro le regole della buona società, l’emozione segreta derivante da un taglio di una ciocca di capelli… E poi l’immagine decisamente sexy di Edward mentre taglia i ceppi per sfogare la sua rabbia repressa! *_* Ok, adesso sta emergendo la maniaca che è in me! XD Comunque, a parte gli scherzi, l’attore che interpreta Edward riesce a trasmettere con gli occhi una passione e un tormento, che vieni all’istante catturata! Il suo Edward è molto lontano dal povero sciocco del film del ‘95 (lo stesso anno del film di Persuasione!… Che fosse un anno maledetto? XD), e la sua interpretazione è molto più coinvolgente: ama Elinor, ma si sente obbligato alla promessa fatta a Lucy in un tempo in cui era un giovane ingenuo facilmente influenzabile… E farà partecipe anche Elinor di questi suoi sentimenti in una delle mie scene preferite, dove usa queste esatte parole:

Ogni volta che ci siamo incontrati, e’ parso impossibile, per me, riuscire a dire cio’ che realmente penso e sento.

Concludendo, ancora una volta, se qualcuno volesse avventurarsi in una versione della storia con attori in carne ed ossa, sconsiglio il film (ma relativamente: dati i premi, magari non è piaciuto solo a me! XD), e consiglio vivamente invece quest’utima trasposizione della BBC! :D

A domani con un doppio appuntamento (infatti rimane un solo giorno prima del 30 :P ): Mansfield Park e Northanger Abbey.

Articoli precedenti »