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I am Sherlocked

Dico la verità: un nuovo post su Sherlock era d’obbligo, la mia coscienza me lo imponeva e il mio cuore lo voleva, MA… ma ovviamente, per quanto ogni tanto iniziassi fra me e me il post, avevo deciso di scriverlo dopo la terza puntata, l’ultima. Cosa mi ha fatto cambiare idea? Il fatto è che è sera, il fatto è che stamattina ho finito di leggere il Tutto Sherlock Holmes della Newton & Compton, e il fatto è che ora mi sono resa conto che domani andrà in onda l’ultimo episodio.
Il fatto è che ora mi sento sola e triste.
Mi manca la compagnia del mio Holmes su carta, e so che a breve dovrò salutare il mio Sherlock dal “good coat and a short friend”.

E ad un tratto l’illuminazione: dovessi scrivere questo post dopo The Reichenbach Fall, diventerebbe un post triste, tristissimo (me lo sento, me lo sento!). E fino a stamattina invece ero felice, felicissima!
Le visioni di A Scandal in Belgravia segnano lo scorrere del mio tempo, i momenti in cui mi incanto e mi “risveglio” con le musiche dell’episodio (intense, profonde, perfette) sono più frequenti di quanto forse dovrei ammettere, e il ripetere i dialoghi fra Sherlock e la Adler è diventata un’abitudine che forse non dovrei menzionare davanti al mondo, MA (c’è sempre un ma)… ma, come da titolo,

I AM SHERLOCKED!

Quindi, prima dell’avventura di domani, fatemi parlare dell’episodio più bello, so far!

Quanto tempo è passato da quel 25 luglio che vedeva una ragazza seduta nel divano di una reception sintonizzarsi sulla BBC per fare la conoscenza dell’unico consulting detective al mondo? Troppo.
Quella ragazza, come molti altri, aveva incontrato l’avventura, il mistero, e un personaggio brillante, cinico, con un bel cappotto, che le prometteva tutto, eccetto la noia. La noia in genere veniva scacciata con delle pallottole e uno smile! Ma il brivido del gioco, è questo ciò che Sherlock ci ha fatto provare, ed è questo ciò cui abbiamo dovuto rinunciare per tutto questo tempo. In questo senso siamo un po’ tutti John Watson, felici di esser coinvolti nel suo mondo. Perchè se di Watson ce ne possono essere tanti, di lui ce ne può essere uno solo. Un anno e mezzo fa abbiamo scoperto il suo genio, il suo carisma, la sua ironia, la sua freddezza, la sua follia.. il suo esser semplicemente fantastico!

E adesso, dopo tutto questo tempo in cui abbiamo creduto di conoscerlo, di aver visto tutto di lui, ecco che spunta A Scandal in Belgravia e ti accorgi di non aver in realtà guardato in profondità. Perchè l’episodio è come un’immersione, e nell’apnea ti capita di vedere il riflesso del suo cuore.

Moriarty: If you don’t stop prying, I’ll burn you. I’ll burn the heart out of you.
Sherlock: I have been reliably informed that I don’t have one.
Moriarty: But we both know that’s not quite true.

A Scandal in Belgravia parte in modo divertente, quasi comico (sulle note di Staying Alive XD – Moffat sei un genio! -), e naturalmente sto parlando dei siparietti iniziali durante i quali Sherlock cerca un caso di cui occuparsi (- I think my husband might be having an affair. – Yes. XD) fino al caso del ritorno di fiamma e la visitina a Buckingham Palace in lenzuolo e senza mutande (XD).
Poi la narrazione cambia registro. All’inizio non in modo evidente, si percepisce per lo più con l’assenza delle solite musiche ritmiche a cui eravamo stati abituati, e così continuiamo la visione facendoci rapire dagli scambi verbali (e non solo) fra il nostro Sherlock e Irene Adler, poi all’improvviso ci ritroviamo a Natale. Sherlock prima si mette in mostra con il suo violino (adorabile! *_*) e poi con le sue solite capacità deduttive, questa volta a scapito della povera Molly. Ed ecco che succede: un “Forgive me” e un “Marry Christmas, Molly Hooper”.

Dicevo prima che in un certo senso siamo tutti un po’ Watson, quant’è vero in questo caso, perchè la sua reazione è stata la mia: totale sorpresa e perplessità. Ed è in questo momento che si arriva a capire cosa c’è di diverso: nessun caso, nessuna corsa da un parte all’altra di Londra in cerca di indizi… Non c’è il solito Sherlock attivo, un passo avanti a tutti, che anticipa il presente, c’è uno Sherlock passivo, coinvolto dagli eventi, un passo indietro a quel che verrà. Ma non si fa in tempo a razionalizzare davvero il cambiamento, anche noi ci stiamo facendo coinvolgere dagli eventi, fino a ritrovarci in un obitorio dove lui, Sherlock, quello che sopra definivo cinico e freddo, dice al fratello:

Look at them. They all care so much. Do you ever wonder if there’s something wrong with us?

Questa volta però non c’è nessuna sorpresa, per quanto mi riguarda ero come ipnotizzata, completamente catturata, tutto ciò che dirò da ora in poi è frutto di pensieri successivi alla visione, perchè durante non un solo pensiero ha attraversato la mia mente, che veniva invece pian piano riempita da magnifiche immagini, brillanti dialoghi e stupende musiche. Non c’era spazio per me.

Ma una piccola parte di me c’era e ha gongolato in un particolare momento: il salvataggio di Mrs Hudson. La mal celata rabbia, il desiderio di vendetta, l’infinito affetto che sta dietro le parole “Mrs Hudson leave Baker Street? England would fall!” e il mezzo abbraccio che ne segue… Sono momenti che ti riempiono il cuore! ♥

Ed ora veniamo all’altra protagonista dell’episodio: Irene Adler, The Woman. Un personaggio che, per come lo conoscevo io sulla carta, all’inizio mi ha fatto un po’ storcere il naso, ma che poi non ho potuto far a meno di adorare! *_* I suoi modi, il suo fascino, la sua arguzia, tutti aspetti che rendono il suo personaggio a dir poco intrigante e carismatico.

E un personaggio del genere combinato con il nostro Sherlock non può che far nascere scintille! I loro incontri diventano sempre una partita a scacchi, una gara di menti, un gioco d’astuzia. Ma dietro il gioco si celava in realtà un unico scopo: usare Sherlock Holmes.

Mycroft: The damsel in distress. In the end, are you really so obvious?  Because this was textbook: the promise of love, the pain of loss, the joy of redemption; then give him a puzzle… and watch him dance.

E, sebbene sembrerebbe impossibile, la Adler sarebbe davvero riuscita nel suo obiettivo… se solo non si fosse fatta coinvolgere dal gioco, e da lui. La scena finale in cui Sherlock rivendica la sua vittoria svelando quella che per lei è stata una debolezza, è sublime. Uno Sherlock sconfitto, preso in giro, si rialza e, digitando il codice quasi sparasse dritto al cuore, vince.

Irene: You don’t actually think I was interested in you? Why? Because you’re the great Sherlock Holmes, the clever detective in the funny hat?
Sherlock: No. Because I took your pulse. Elevated. Your pupils dilated.

Ma l’episodio si conclue con un altro tipo di vittoria, quella come persona. Perchè nonostante tutto la Adler non è la donna che ha provato a sfidarlo e ha perso, no, lei è sempre e solo La Donna. Non voglio parlare di amore, perchè questo non è il caso, ma è certo che Sherlock per lei provava una profondissima ammirazione, che si può leggere fra le righe di un “Happy New Year”. E così alla fine la salva davvero, la sua damigella in pericolo.

Watson: He despised her at the end. Won’t even mention her by name, just ‘The Woman’.
Mycroft: Is that loathing or a salute? One of a kind, the one woman who matters.

La serie andrà avanti per molti altri anni (o almeno, lo spero vivamente), ci saranno tanti altri episodi bellissimi (ce n’è uno proprio domani!), ci saranno mille altre avventure ed emozioni da vivere, ma questo episodio, per la sua intensità, per la sua profondità, e per l’esser stato così ben confezionato, rimarrà per sempre un piccolo gioiello da custodire gelosamente nei ricordi.

E a voler essere un po’ frivoli, come non capire la Adler? Come si poteva rimaner distaccati di fronte ad un uomo del genere? Non ci riesce neanche Jim Moriarty, dato che si mette a parlare in falsetto! XD Io non sono che una delle tante povere Molly Hooper, ma dopotutto anche lei è riuscita ad ottenere un bacio sulla guancia, quindi…

THE POST IS DONE. LET’S HAVE DINNER.

E siamo arrivati al 2012

Di solito nel primo post dell’anno scrivo i miei buoni propositi, ma…

questo è l’ultimo anno, quindi tutto ciò che voglio è godermelo!! XD

 

BUONA APOCALISSE A TUTTI!! XD

 

OH OH OH!! Buon Natale!!

Questo post sarà una corsa contro il tempo dato che la connessione ad internet scompare dopo un paio di minuti che riavvio il computer (why??? T_T), ma vedremo di vincere anche questa battaglia! XD


Bè… che si diceva?

BUON NATALE!!!!!

Quest’anno a casa mia è arrivato totalmente all’improvviso, il giorno prima era una classica giornata semi-invernale, il giorno dopo l’Albero, gli odori di dolci nel forno, i pacchettini e i biglietti mi hanno ricordato che mancavano DUE giorni alla Vigilia! E dico io: benvenuta atmosfera natalizia!! *_*

Benchè quest’anno la rincorsa ai regali sia stata più stressante del solito, e benchè non sentissi il bisogno viscerale del Natale, il mio nome non è Scrooge e non sono un Grinch, quindi ora sono felice di potermi godere anche questo Natale!

Al momento in cui scrivo in realtà non ho ancora fatto nemmeno un pacco o un biglietto, ma dettagli! XD Ci sarà tempo anche per quello.. Però nel frattempo ho aiutato mia mamma a fare una torta di mele (che non mangerò! XD), e questo mi ha già fatto sentire in pace con lo spirito del Natale! :P

Bè, quest’anno non mi dilungo troppo, anche perchè non ho niente da dire! XD

Quindi auguro a tutti una buona Vigilia e un buon Natale (la cui sera dovete passare su Rai Uno a vedere La Sirenetta! XD)!!!

 MARRY CHRISTMAS!!! ★

P.S.: nell’immagine qui sopra io sono DECISAMENTE il rattodonte a destra! XD Solo, al contrario di lui, spero di non trovare una quiche dentro al pacco! XD

Arrietty

Questo film lo volevo vedere da molto, molto, mooolto tempo!… Bè, in pratica da quando erano uscite le prime notizie sulla sua esistenza! XD E finalmente lunedì sono riuscita ad andare al cinema a vederlo. Ed ora mentre scrivo ne ascolto la colonna sonora, ne ricordo le scene, sogno di essere circondata da quei fiori colorati, e vorrei che qualcuno mi regalasse una zolletta di zucchero.

Ma andiamo con ordine, o per lo meno proviamoci. Di cosa parla il film? Parla di due famiglie che condividono lo stesso tetto: sanno dell’esistenza l’una dell’altra, ma non si conoscono e non si conosceranno mai.
Ho letto una recensione dove si diceva che il film è una critica al consumismo, per il fatto che i Prendinprestito riuscissero a vivere bene con poco, e sicuramente è così. Però quello che il mio cuore ha colto è un altro tipo di male: come spesso le persone non siano in grado di condividere gli stessi spazi, non necessariamente quelli domestici, e questo a causa di stupidi pregiudizi derivanti da ignoranza e paura. È proprio questo quello che i miei occhi hanno colto durante la visione: i piccoli Prendinprestito per paura consideravano tutti gli esseri umani (human beans :P ) pericolosi, senza capire che, come la loro famiglia era composta da tre membri tutti diversi, anche là, sopra il pavimento, potevano abitare persone con cuori diversi. E là, sopra il pavimento abitavano davvero persone con cuori diversi, la signora Sadako dal cuore aperto e gentile, e la signora Haru dalla mente chiusa che non ha voglia di farsi domande, per lei gli “gnomi” sono come i ratti, pericolosi e ladri, questo è tutto ciò che ha bisogno di sapere. Ma la signora Haru, pur con la sua eccessiva cattiveria (quando chiude a chiave Sho dentro la sua camera mi è sembrato di rivedere la matrigna di Cenerentola! O_O), non arriva mai a farsi odiare, almeno da me.. l’unico sentimento che mi faceva provare era la pietà, pietà perchè non riusciva a capire, e pietà per quel sorriso che sfoderava davanti alla povera mamma di Arrietty rinchiusa dentro quel barattolo, come fosse proprio un ratto, ma dai tratti particolari, da mostrare in giro.

E in mezzo a tutto ciò nasce un’amicizia, il cui racconto è il vero protagonista della storia, che supera la separazione del pavimento, e che, pur essendo in qualche modo proibita, cresce spontaneamente, com’è facile respirare! Per Sho e Arrietty alla fine non esisterà più un “sopra” e un “sotto”, ed infatti, quando Arrietty riuscirà ad accettare l’amicizia del ragazzo, s’incontreranno fuori, in quel meraviglioso prato che è di tutti. E il loro incontro cambierà la vita di entrambi. Questa volta Pollicina non incontra il Principe delle Fate, ma un Colin da Il Giardino Segreto (ho letto che Miyazaki si è ispirato a questo personaggio nella creazione di Sho).
Sho è umano, è “grande”, ma malato, solo e senza un vero attaccamento alla vita. Arrietty è piccola, di una specie che forse è in via di estinzione, ma ama la vita e vuole a tutti i costi sopravvivere. Entrambi grazie a quest’amicizia riusciranno a crescere, impareranno cose nuove, scopriranno mondi e realtà più vaste.
Si comprenderanno e si vorranno bene. Arrietty scoprirà che gli umani sono tantissimi (6,7 miliardi), ma che in mezzo a loro ci sono persone tutte diverse. Sho invece si farà contagiare dall’amore che lei, piccola e fragile, prova per la vita, e desidererà anche lui sopravvivere.

Tu ora sei una parte importante del mio cuore.
Non ti dimenticherò mai.

Altro protagonista della storia è il mondo di Arrietty, che viene raccontato in modo assolutamente minuzioso e “reale”.
Dopo i primi secondi in cui vediamo Sho trasferirsi nella casa dell’infanzia della madre, veniamo subito catapultati in quella piccola e deliziosa casetta sotto il pavimento, e qua la bellezza degli ambienti e la minuzia dei dettagli ti illuminano gli occhi e ti fanno sentire a casa.

Come un vero Prendinprestito ti sembra naturale avere dei francobolli come quadri, bacche, spighe e foglie come decorazioni per le camere, e il quadrante di un orologio da polso come orologio da muro. E mentre vorremmo infilarci sotto il piumone di Arrietty che sembra così morbido, ecco che invece siamo costretti a lasciare casa: Arrietty deve compiere la sua prima presa in prestito! Usciamo insieme a lei da quella piccola porticina, che ora ci sembra della misura giusta, e piano piano esploriamo quei passaggi “segreti”, ma soprattutto strategici. Ci facciamo stretti stretti e ci mettiamo anche noi a saltare fra i chiodi e a infilarci in quei piccoli spazi, finchè non sbuchiamo fuori insieme alla protagonista da una credenza, e vediamo quella che fino a pochi minuti prima ci sarebbe sembrata una normale cucina, ma ora che ci siamo trasformati in Prendinprestito, ci sembra un luogo immenso. La sorpresa e la meraviglia di Arrietty è la nostra, tutti quei rumori e suoni naturali di acqua che scorre dai rubinetti, di olio che frigge, di coltelli che tagliano, ora ci sembrano forti e fastidiosi, e, soprattutto, estranei. Il film ci porta a vedere il mondo con gli occhi di Arrietty, a sentirlo con le sue orecchie, perdiamo il nostro punto di vista.

E con questo stato d’animo la presa in prestito di una zolletta di zucchero diventa davvero un’impresa difficile e pericolosa, e vuoi che abbia successo: desideri con tutto il cuore vedere il sorriso della mamma, e vorresti anche tu poi assaggiare il suo succo di shiso! E dopo la zolletta è il turno del fazzoletto di carta. Da una parte papà e dall’altra Arrietty tirano a turno, finchè… finchè due grandi occhi aperti spaventano a morte la povera protagonista, e noi (io al cinema ho quasi avuto un infarto O_O).

Per tutto il film si mantiene la sensazione di essere diventati piccoli come i Prendinprestito: i rumori sono sempre molto forti ed accentuati, e gli spazi sempre troppo grandi. L’unico luogo in cui ci si sente a proprio agio è proprio quella piccola casetta. L’adori e non vorresti mai uscirne.
Ho deciso di parlare alla fine del piccolo mondo di Arrietty, perchè uno dei personaggi con cui più ho empatizzato è stato la madre di lei con il suo attaccamento alla casa. Ero innamorata quanto lei di quelle pareti e la sua paura di doversi trasferire e abbandonarla, era la mia.
Perciò il mio cuore è andato in mille pezzi dopo aver visto che sotto il pavimento non era rimasto più niente.

There is no place like home. L’ho sempre considerata una verità assoluta, e probabilmente è per questo che la fine mi ha fatto tanto soffrire. Questo, insieme al fatto che in realtà il trasferimento non sarebbe stato affatto necessario se solo i due mondi, quelli sopra e sotto il pavimento, fossero riusciti a comunicare! La signora Sadako in realtà sarebbe stata più che felice di conoscere i piccoli “gnomi” di cui il padre le parlava sempre. Le due famiglie avrebbero potuto vievere insieme e maturare un rapporto simbiotico e armonico. Ed è questa la fine che speravo… Invece le mie speranze se ne sono andate via su una teiera.

Ma su quella teiera la corrente del fiume porta via anche un’Arrietty diversa, più consapevole del mondo che la circonda, e con nel cuore una persona in più, e sono sicura che nel suo futuro ciò farà la differenza.

Il film inizia con la voce di Sho che dice: “Non dimenticherò mai quell’estate“. Nessuno in realtà potrà mai dimenticarla.
Come io non potrò mai dimenticare questo meraviglioso, poetico, grande e piccolo film. ♥ Per molti aspetti amaro, ma sempre dolce, come quella zolletta di zucchero.

Il 14 Ottobre, al cinema!

L’anno scorso confessavo il fatto che per me ormai è davvero difficile ricordarmi del mio compleanno.. bè, quest’anno sarebbe stato lo stesso, SE!… se ogni volta che guardassi la TV non fosse saltato fuori qualche trailer in cui la solita voce profonda e pacata alla fine dicesse “il 14 ottobre al cinema!”, o se ogni volta che girassi su qualche sito non fosse comparsa una finestra pubblicitaria più grande dello schermo (XD) che mi ricordava (grazie! XD) che venerdì avevo assolutamente un appuntamento al cinema! XD

Quindi… no, questa volta che il mio compleanno era questo venerdì mi è stato quasi impossibile dimenticarlo! XD E non mi lamento di certo, soprattutto quando uno dei trailer o dei pop-up che mi capitava di vedere era di Arrietty! ♥

Ma bando alle ciance.. a quanto pare è il mio compleanno! Tanti auguri a me!!!!!! XD

[10 punti (a Grifondoro XD) a chi indovina da dove è presa questa immagine XD]

Quelli che vedete qui sopra sono i miei regali! XD La macchina mi serve per raggiungere il più in fretta possibile un posto caldo, perchè al momento sto morendo di freddo (XD)… La palla mi serve come arma per sconfiggere la fila di gente che ci sarà a Lucca per Jeff Smith… Invece in quel pacchettino arancione ci sarà sicuramente la mia nuova tessera del WWF, in quello verde il regalo della mia collega (lei vorrebbe farmi una sorpresa, ma quanto scommettete che è un portafoglio?? Dani, mi hai dato troppi indizi! XD), e in quello panna coi pallini(?) rossi invece mooolto probabilmente ci saranno un paio di volumi del Comic Book del Castello Errante di Howl! ♥ Nella scatola azzurra con le ciliegie invece ho dato una sbirciatina quest’estate, e dentro c’era la Wii (wiiiiiiiiiiiiii~ XD)!! *_* E spero tanto che dentro quel pacchettino rosso là in cima ci sia un biglietto per Arrietty!!! *_*

Gli altri.. gli altri sono sorprese! Ossia… saranno sorprendentemente vuoti! XD E a me in verità piacerebbe così, ma so che invece ci sarà QUALCUNO che non terrà affatto conto delle mie volontà! >_< XD

In ogni caso.. basta scrivere! Solo, sappiate tutti che per il prossimo anno come regalo voglio una montagna di plaid e una cura istantanea contro il raffreddore!!!

Bè, ora PASSO (a chi? XD) E CHIUDO… gli occhi! XD È quasi mezzanotte del 13.. e sì, mi sono fatta gli auguri prima, ma tanto per me non esiste calamità peggiore del raffreddore, e quello ce l’ho già! XD

 

P.S.: nonostante tutto questo parlar di cinema, in realtà l’unica sala dotata di una moltitudine di posti a sedere che mi vedrà quest’oggi sarà l’aula delle lezioni… ma dettagli! XD
Ma voi altri abitanti del mondo andate, andate! Miyazaki vi aspetta (o le navi volanti de I Tre Moschettieri + bimbo al seguito! XD)!!

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