E finito di leggere (dopo, lo ammetto, un mese) American Gods di Gaiman…
Naturalmente un vero e proprio capolavoro, più complesso e “fine” rispetto ad altri suoi lavori. Poi la fine… Bè la fine era, come dire, allo stesso tempo triste, ma giusta, completa, ma incompleta, allegra, ma vuota. Era tutte queste emozioni insieme, così che piangevo e ridevo insieme. Chi l’ha letto, forse potrà capirmi, per gli altri: leggetelo, e forse mi comprenderete. Bellissima poi la frase dell’epilogo presa “dal taccuino del signor Ibis”:
Il modo migliore per descrivere una storia è raccontarla. È chiaro? La si descrive, a se stessi o al mondo, raccontandola. Raccontare è un atto compensatorio, un sogno. Quanto più è dettagliata la mappa, tanto più somiglia al territorio. La mappa più accurata possibile diventa il territorio, quindi perfettamente dettagliata e perfettamente superflua.
Il racconto è la mappa che è il territorio.
Non bisogna dimenticarlo.
Belle parole, belle davvero! Non manca che leggere il seguito (anzi, più che un seguito uno spin-off), ovvero I ragazzi di Anansi, ma diamo tempo al tempo. Infatti di tempo proprio non ne ho! Quindi ho deciso che per un pò leggerò (di certo non rinuncerò alla lettura!) libri più leggeri. Quindi adesso ho ad esempio preso in mano Il vento tra i salici. È da molto che lo volevo leggere, è invece da oggi che ho scoperto di averlo a casa, quindi… Fantastico, leggerò quello! E speriamo che le avventure del Topo, del Rospo, della Talpa e del Tasso mi facciano buona compagnia durante i miei settimanali viaggi in treno!
Quindi, di nuovo, mi assenterò per i soliti 5/6 giorni… Ma al mio ritorno… Ah! Felicità assoluta! Al mio ritorno saranno uscite le ultime puntate di Romeo x Juliet!!! Mi vien da piangere dalla felicità….
Ma per adesso…
$g?(.



