A volte ci si rende conto che le parole limitano, limitano tanto. Vorrei ora esprimere quello che provo per le opere di Dave McKean, ma è come se ogni lode che potrei rivolgergli non sia abbastanza. Quindi vi basti sapere questo: è una delle poche persone che a questo mondo mi sento di definire artista e genio, la mia è una vera e propria venerazione. Di conseguenza può diventare più facile forse capire lo shock da me provato alla lettura di queste poche parole: Dave McKean al Comicon 2008.
Di seguito la lista in ordine cronologico delle mie reazioni: incredulità, felicità, felicità immensa, disperazione più assoluta… Al momento altero fra momenti di speranza e momenti di grande sconforto. Dopotutto so come andrà a finire, che non riuscirò ad andare. Sarebbe probabilmente più facile organizzarsi una piccola fuga sapendo precisamente il dove e il quando, ma il programma del festival non è ancora stato reso noto. Non ci posso e non ci voglio credere. Già l’anno scorso ci ha fatto l’onore della sua presenza, il giorno del mio compleanno. Ma io ne ero completamente all’oscuro. Apprendo la notizia solo pochi giorni dopo. -no comment-. Non avrei mai potuto sperare in una seconda occasione, e invece, eccolo di nuovo lì a portata di autografo. Non riuscirò mai ad accettare di essere reclusa in quest’isola lontana da tutto e tutti…
Da quanto annunciato, Dave ci presenterà il suo primo film, MirrorMask (di cui naturalmente io posseggo il DVD!). Non mi sono mai sorpresa delle sue grandi doti anche nelle vesti di regista, non poteva essere altrimenti. In ogni caso, pur essendo questo il suo primo film, questa non è la sua prima volta dietro una cinepresa. Molto suggestivi sono infatti anche i suoi numerosi corti (raccolti da poco in un dvd -> Keanoshow), di cui ricordo alcuni titoli: Sonnet 138, [N]eon, The Week Before, Reason (realizzato in seguito agli eventi dell’11 settembre).
Trailer di MirrorMask
Reason
Comunque più che altro McKean va ricordato per i suoi lavori su carta, lavori che possono essere definiti in ogni modo, fuorchè comuni. La prima volta che incontrai questo grande artista fu fra le pagine di Coraline, e, pur parlando di anni fa, già allora rimasi colpita dai tratti del tutto anormali di quei disegni (ricorderò per sempre il primo piano dell’altra madre con gli occhi-bottoni). Ma l’amore vero e proprio arrivò più tardi, con le copertine di Sandman. Non so che farci, a me tolgono letteralmente il fiato. Mi sembra di entrare in una bolla dove il tempo non esiste, ma esistiamo solo io e ciò che i miei occhi vedono, e vi assicuro che non vedono solo ciò che gli sta davanti, vedono altro. Mi chiedo se sia questa la vera arte, un’arte che ti spinge ad andare oltre essa stessa… Come ho già detto, sono sensazioni davvero difficili da spiegare a parole. Perciò non proverò neanche a farlo. Certe emozioni o le hai provate ( e allora sai di cosa sto parlando) o non le puoi capire.
Ora non mi resta che sperare in un miracolo, ma se c’è una cosa che Dave mi trasmette con le sue opere, è proprio questa: che niente è impossibile.

