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Archive for febbraio 2008

Pardon per la poca originalità del titolo, ma rende bene l’idea del mio attuale stato d’animo. Difatti dall’inizio di questa settimana (per essere precisi dalle 11 e 51 minuti di lunedì mattina) posso considerarmi libera, come una farfalla (scusate ancora per la poca, quasi nulla, originalità!). Dopo ben due mesi di tira e molla con libri di economia, privato e romano, finalmente posso dedicarmi interamente ai miei bisogni esistenziali (non che prima me ne privassi, ma ogni tanto saltava fuori quella che tutti chiamano “voce della coscienza”). Questo post è infatti in ritardo di quattro giorni, quattro giorni dedicati interamente a XxxHolic, mia nuova scoperta e (naturalmente) ossessione!

Yuko-san & Watanuki

Ma restando in tema anime, una menzione speciale va anche a Lovely Complex, una serie del tutto sottovalutata all’inizio, tanto che dalla sua fine sono passati mesi prima che la prendessi in considerazione… Quale impudenza! Adesso posso ben biasimarmi, fortuna ha voluto che io abbia avuto l’occasione per redimermi, e ciò è stato fatto.

Koizumi & OtaniKoizumi & OtaniKoizumi & OtaniKoizumi & OtaniKoizumi & OtaniKoizumi & Otani

Passando alle notizie letterarie, il 3 aprile uscirà in Inghilterra C’era una volta al Nord di Philip Pullman. Si tratta di un nuovo spin-off in pieno stile La Oxford di Lyra, quindi si riprenderanno le storie di alcuni personaggi. Mentre prima è stato il turno di Lyra, adesso approfondiremo il legame fra Lee e Yorek. Si ipotizza poi un terzo libro che avrà come protagonista Will… Incrociamo le dita! È bello sapere che certe storie continueranno ad accompagnarti per tutta (speriamo 😛 ) la vita. Rivivere negli anni le stesse atmosfere di Queste Oscure Materie, credo di non poter desiderare di meglio!

C’era una volta al Nord

Ma le belle notizie non terminano qui! È infatti con immenso piacere che posso, finalmente, annunciare l’arrivo della colonna sonora di Romeo x Juliet! Quel CD non arriverà mai troppo presto… Muoio dalla voglia di perdermi in quelle incredibili melodie, evocatrici di immagini che hanno accompagnato il mio autunno…

Romeo x Juliet CD

Bè, direi che mi sono dilungata abbastanza… Lunedì si riprende con le lezioni, quindi sarò ancora più assente del solito, ma dopotutto, ogni volta che pubblico un post questo diventa un romanzo, quindi a modo mio recupero!

Per concludere, solo una parola alla me stessa libera: Tadaima! 😀

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Onigiri… Banzai!!!

Non mi potevo di certo considerare un’aspirante giapponese e otaku senza aver provato almeno una volta a preparare il famosissimo cibo da anime, gli onigiri (pronuncia= onighiri), quelle sottospecie di polpette di riso a forma triangolare con una strana striscia nera sotto (che altro non è che un’alga, specificatamente, l’alga nori). Insomma, quel pasto tipico dei cartoni che tutti, o almeno io, ho sempre invidiato ai miei personaggi nipponici!

Tenma e l’onigiri

Finalmente, dopo mille titubanze iniziali circa le mie capacità culinari, ce l’ho fatta! E non posso, a livello estetico, che vantarmi delle buona riuscita! Qualche parola in più va spesa riguardo al gusto… Forse ho sbagliato qualcosa io, forse perchè li ho mangiati freddi, forse ho sbagliato le dosi del ripieno. Fatto sta che non mi è del tutto piaciuto. Delusione T_T. In ogni caso conserverò un bel ricordo dei miei amati onigiri, che ho plasmato con queste mie stesse mani… Un’emozione indimenticabile! Ed eccone il risultato!

i miei onigirii miei onigiri

Mi sono usciti proprio bene, non c’è che dire! 😛

Per coloro che vorrebbero arrischiarsi in questa nobile impresa, ecco la ricetta!

E, per chi volesse vedere con i proprio occhi la preparazione (sono fra questi), ecco un bel video dove viene spiegato tutto alla perfezione!

Ora, non mi resta che dirvi よい 食欲! (= itadakimasu, buon appetito!)

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Darker Than Black

Et voilà la mia nuova ossessione! Non che Makoto Shinkai sia stato relegato fra le scartoffie, tutt’altro! Se i nostri interessi non si ampliassero mai, vivremo una vita piatta, quindi sono contenta di poter dire che i miei aumentano di giorno in giorno 😀 . In ogni caso, si sta parlando ancora di anime, sì, credo di essere sulla buona strada per diventare un otaku! Ma questo, davvero, non è un anime come gli altri, almeno per me. Il modo in cui si impone, il modo in cui si esprime, il modo in cui concepisce la vita… mi hanno colpito nel profondo.

Darker Than Black

La storia è ambientata in un futuro “vicino”. La nuova generazione è nata che erano già da tempo comparsi per cause misteriose l’Heaven e l’Hell’s Gate, zone di spazio caotico di cui nessuno sa spiegarne la natura. Ma la loro esistenza porta anche altri effetti. Scompare l’intero corpo celeste, sostituito da “false stelle”, e, allo stesso tempo, emergono individui dotati di capacità speciali, i cosiddetti Contractor, dei veri e propri killer in grado di uccidere chiunque a sangue freddo. La loro esistenza viene nascosta all’umanità, e vengono assoldati dalle varie organizzazioni come spie e assassini. Difatti dopo la comparsa dei due Gate, i servizi segreti di tutto il mondo intraprendono una lotta per raggiungere per primi la verità, e capire il perchè della loro esistenza. Ciò portò a diversi atti terroristici in Sud America, patria dell’Heaven’s Gate. Accade poi, cinque anni prima dell’inizio della serie, che l’Heaven improvvisamente scompare, portandosi con sè circa un raggio di 1500 kilometri di terra. Dopo questo primo incidente, si cerca in ogni modo di evitare la medisima catastrofe in Giappone, patria del secondo Gate. Viene quindi costruito un muro tutt’intorno all’area “contaminata”, e l’umanità riprende la sua vita come se niente fosse successo, ignara dell’esistenza dei Contractor, ignara degli esperimenti condotti all’interno del Gate. Consapevole soltanto del fatto di non poter più rivedere le stelle.

Ma le forze dell’ordine e non solo, sono a conoscenza anche della verità riguardante le nuove stelle. Ad ognuna di esse corrisponde inspiegabilmente un Contractor, e al loro vibrare si manifesta l’azione di ognuno di essi. Si riesce quindi a catalogarli, così la polizia entra a conoscenza del cosiddetto Mietitore Oscuro, Contrctor n° BK201.

Darket Than Black

BK201, nome in codice: Hei. Hei viene mandato a Tokyo sotto il falso nome di Lee Shunsheng, uno studente cinese per lo scambio di studi, ma in realtà è un Contractor al soldo del Sindacato. Hei combatte contro agenti delle altre diverse organizzazioni, aiutato dalla sua squadra composta da Yin, una Doll (essere passivo che ha perso ogni capacità di provare sentimenti ed emozioni), Mao, un Contractor intrappolato nel corpo di un gatto, e Huang, normale essere umano che media gli ordini del Sindacato. Insieme dovranno compiere diverse missioni, che li faranno sempre più avvicinare alla verità che si nasconde dietro l’Hell’s Gate…

Darker Than Black

Fin dall’inizio della serie un alone di mistero ricopre la figura di Hei. Tutti i Contractor infatti per le loro abilità speciali devono una sorta di ricompensa, che sono necessariamente obbligati a portare a termine. Le ricompense sono diverse da Contractor a Contractor e spesso non troppo piacevoli (il primo Contractor che si incontra nella serie doveva come ricompensa il dolore, assistiamo quindi al suo masochismo tramite il quale riesce a fratturarsi le dita da solo). Ora, Hei sembra non dover niente per le sue capacità, e si astiene da ogni genere di ricompensa. Lo stesso vale per Mao, ma lui ha annullato la sua ricompensa compiendo un grande sacrificio: la perdita del suo corpo umano. Quale sarà stato quindi il sacrificio di Hei, talmente importante da riuscire ad annullare la sua ricompensa? Poi un altro fatto risulta inspiegabile. Si dice che i Contractor siano esseri privi di emozioni, alla ricerca solo del sangue delle vittime, esseri talmente razionali da non dover lealtà a nessuno, ma che agiscono secondo i loro interessi. Diviene sin dall’inizio impossibile delineare Hei all’interno di questo profilo. Perchè? Inoltre pian piano veniamo anche a conoscenza del suo oscuro passato, collegato in qualche modo agli eventi verificatasi cinque anni prima in Sud America…

Darker Than Black è stata davvero una rivelazione, da tanto una serie non mi coinvolgeva in questo modo. Le storie che di puntata in puntata venivano affrontate le ho vissute insieme ai personaggi, piangevo con loro, ridevo con loro. Ma per lo più percepivo la sofferenza, la sofferenza che si celava dietro ogni comportamento, dietro ogni espressione. Peccato solo che si fermi a 25 episodi, secondo me la storia ne meritava molti di più. Ultima nota: i titoli degli episodi, davvero poetici.

Ora non resta che domandarci… Contractor e umani sono poi così diversi? Sarebbe davvero inconcepibile una loro coesistenza?

Darker Than Black

Basta così. Prendetele con voi, le stelle che sono cadute, le stelle che stanno cadendo.

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