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Archive for settembre 2008

Vi ricordate il post che scrissi più o meno un anno fa all’entrata di quella meravigla che è la facoltà di giurisprudenza di Cagliari? Dato che ne dubito, vi ci rimando! Eh sì, perchè a quanto pare è destino che questa, ad ogni inizio anno, mi crei nuovi problemi (semplice coincidenza o una congiura bella e buona??). Di fatti non ho fatto in tempo a scoprire dove si trovi in realtà la segreteria (senza scherzi l’ho scoperto quest’estate!), che mi si prospetta davanti un nuovo muro da dover superare… Secondo voi, tenendo conto che ci sono molti studenti pendolari che prendono il treno (non sono fra questi, ma mi sento in dovere di essere solidale), tenendo conto che le materie spiegate non sono le raccolte di commenti a “I tre porcellini” e “Cappuccetto Rosso”, secondo voi come potevano venire organizzate le lezioni? Ma naturalmente queste saranno ininterrottamente dalle 8 del mattino fino alle 2 del pomeriggio, più (dopo la gentile concessione di ben 4 ore di pausa) due ore che vanno dalle 18 alle 20. E che materia verrà mai spiegata in queste ore buie? Naturalmente qualcosa di leggero! Diritto commerciale. Io mi sentirei in dovere di fare un applauso per l’organizzazione, sono davvero commossa.

Ora so che non bisogna per forza seguire tutte le lezioni (di fatti diritto commerciale è già stato rimosso dalla mia lista), però così le persone vengono proprio portate a fare dei sacrifici. Non so se è pratica normale (lo spero proprio, non è che deve soffrire solo la mia generazione!), ma davvero sono rimasta del tutto shockata. Anche perchè il tempo in cui il mio cervello regge la concentrazione è assai limitato, quindi vorrò proprio vedere… Comunque almeno ogni giorno potrò esser grata per il poter gioire della visione delle prime luci dell’alba e dei primi uccellini che cinguettano, e poi al ritorno potrò evitarmi in autobus il traffico dell’ora di pranzo, penso che alle 2 le strade siano praticamente deserte… Allegria! Quando si dice sorridi che la vita ti sorride… Portatemi l’autore della frase, e subito!

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Hana Yori Dango

Qualcuno disse (o meglio scrisse in un forum) che senza aver visto Hana Yori Dango non ci si può considerare dei veri doramisti. Allora adesso posso dire di avere la coscienza apposto 😛 . In tutti i modi ho cercato di evitarne la visione, non mi piacciono affatto le storie d’amore tira e molla, anzi a dirla tutta non mi piacciono proprio le storie dove l’unico protagonista sia l’amore, ci deve essere sempre qualcosa che gli fa da contorno. Però ci sono caduta ugualmente… Perchè? Forse perchè in fondo in fondo ero curiosa, forse perchè al momento non mi veniva in mente nessun altro titolo, forse perchè dopo aver visto Gokusen c’ero rimasta talmente male che la coppia Shin-Yankumi fosse sfumata, che volevo vedere lo scimmio innamorato e corrisposto (lo scimmio sarebbe Matsumoto Jun, definito così per le sue sembianze, di cui anche un ragazzo geniale nel drama si accorge pronunciando queste parole: “ehi, ma quel babbuino non ti assomiglia?”, ragazzo accorto!). Ecco una bella foto, dove fa sfoggio di tutta la sua scimmiosità (lo so, son cattiva, però ho visto che anche in alcuni forum lo chiamano così, quindi un fondo di verità c’è per forza! Le fan dunque non mi uccidano 😛 ):

In ogni caso l’ho visto, e devo dire che la storia è tanto ridicola quanto alla fine carina. Per dirla tutta è impossibile non affezionarsi ai personaggi, e nonostante i due protagonisti, Tsukasa (lo scimmio) e Tsukushi, siano due cretini, alla fine le loro (dis)avventure ti coinvolgono e altre volte ti fanno davvero ridere (per tutte le menate mentali che si facevano). Poi ammettiamolo, uno come Tsukasa è da vedere, dove lo trovi uno così, che una frase su due ti spara qualche cavolata, eh sì, perchè saprà parlare benissimo il cinese, saprà suonare benissimo il piano, saprà parlare scorrevolmente l’inglese, ma con il giapponese proprio non ci va d’accordo (“ma il giapponese non può essere un punto debole, è solo una lingua! Stupida!”).

Ma ciò che mi spingeva ogni volta ad andare avanti con le puntate, più che essere la curiosità per le vicende riguardanti i due idioti sopracitati, era la speranza di vedere un futuro roseo anche per il mio personaggio preferito, Hanazawa Rui (non a caso interpretato dal mio adorato Oguri Shun, che ricordo a tutti essere l’interprete di Shinichi nel live action di Detective Conan). Era la mia ancora di salvezza ogni volta che quei due entravano in crisi (naturalmente dopo essersi creati da soli gli ostacoli), la sua visione era davvero rincuorante, tanto che all’inizio della prima serie speravo (inutilmente sapendo già come sarebbe andato l’andazzo) che Tsukushi avrebbe scelto lui. Poi con la seconda serie, essendosi rivelata lei una vera idiota, ho pregato invece per il contrario, anche se mi faceva male vederlo triste T_T . Ma dico, perchè fra tutti i protagonisti l’unico che rimane triste e solo è l’unico decente?? Mah… Vorrei incontrarla io una persona del genere, che mette davanti a sè tutti gli altri, che anche quando è innamorato, è pronto a sacrificare i suoi sentimenti in nome dell’amicizia (che poi Tsukasa meriti tutto ciò è un altro paio di maniche…). Ora una bella foto di una delle scene della prima puntata, per celebrare tutta la sua beltà (ma come si fa a preferire lo scimmio ancora non me ne capacito…):

A conti fatti, è evidente che la serie mi ha preso [vedi lungo commento alla fine fatto solo per chi l’ha visto, perchè dubito che gli altri ci possano capire qualcosa (se qualcuno fosse interessato dopo codesto flusso di coscienza alla trama, consiglio di leggere il post che ho linkato all’inizio)]. Ho amato il mio caro Rui, mi sono commossa quando c’era da commuoversi e ho riso come una matta per gli strafalcioni dello scimmio, e (ammettiamolo) sono rimasta davvero contenta per il finale. Ma la cosa che davvero ho adorato in questo drama sono le musiche (e non sto parlando delle sigle horror degli Arashi), ma dopotutto il compositore era Yamashita Kosuke, lo stesso di Kurosagi, quindi non mi potevo aspettare altro. Ormai sono giorni che mi ascolto senza sosta le colonne sonore della prima e seconda serie, ma in particolare adoro questa:

Return Main Theme (veramente volevo mettere una specie di riproduttore come ho visto in altri blog, ma non so perchè non ci riesco, quindi accontentatevi del link 😛 )

E ora, per concludere questo post-romanzo, un bel video dove Tsukasa fa sfoggio di tutta la sua stupidità (potrei vederlo mille volte e per mille volte continuerei a ridere come una scema!):

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L’altro giorno una ragazza mi ha fermato e mi ha chiesto dove avessi comprato la mia bellissima borsa. Naturalmente si sta parlando della mia meravigliosa-borsa-originale-proveniente-direttamente-dalla-Fuji-TV-di-Nodame, di cui offro qualche diapositiva:

Sono queste le piccole cose che ti fanno venire buon umore, seppur piccole… Io poi vado particolarmente orgogliosa della mia cara borsa, anche se viene spesso mistrattata (Giulia se mai leggerai questo mi sto riferendo a te! Vedi che c’è qualcuno che apprezza?). Eh si, sono proprio queste le piccole gioie della vita…

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Unfair

Who is really unfair?

Da questa semplice domanda parte la storia di Unfair, l’ultimo drama che mi ha conquistata.

Chi è veramente ingiusto? I criminali? La polizia? Le persone?

E qual è la risposta all’ingiustizia? Forse altra ingiustizia?

Queste sono le domande a cui ogni giorno Yukihira Natsumi deve darsi una risposta. Lei, poliziotta divorziata, madre e orfana dopo l’assassinio del padre. Conosciuta dal pubblico e dai media come un agente dai modi alquanto discutibili ed immorali, ricordando con quanta freddezza avesse ucciso un ragazzo per proteggere un ostaggio, viene messa da parte anche al posto di lavoro. Per cercare di controllare il suo difficile temperamento le viene quindi assegnato un nuovo compagno di squadra, Ando (lo stesso attore che interpreta Mine in Nodame Cantabile), che però non riesce propriamente nel suo incarico, anzi, più che altro viene sballottato da un ordine all’altro della cara collega. La storia muove i suoi primi passi con un omicidio, o meglio due. Nella scena del crimine viene ritrovato un segnalibro con su scritto “Chi è realmente ingiusto?”. Da qui ha inizio una serie di omicidi la cui soluzione sembra dietro l’angolo, ma è proprio questo il bello di Unfair, che fa crollare puntata per puntata tutte le tue certezze come fossero castelli di carta, fino ad arrivare ad una conclusione del tutto inaspettata. Una storia ben costruita con un ritmo che si fa sempre più incalzante fino al punto da farti restare incollata al monitor per ore e ore, perchè devi assolutamente sapere.

Un drama che fa davvero riflettere, e che ti fa capire quanto sia sottile la linea che distingue il bene dal male. Chi può decidere se una persona è cattiva o meno, e in base a cosa? In base alle sue azioni? Ma prima di un’azione cattiva ce ne possono essere mille di buone. Una basta alla condanna, ma basta anche ad etichettare una persona come cattiva?

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In this world, there is no such thing as “fair”. An eye for an eye, a tooth for a tooth. The answer to unfair is

UNFAIR.

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Finalmente un trailer anche per il tanto atteso (da me! 😛 ) seguito dell’anime di Nodame Cantabile! Sono proprio curiosa di sapere fino a che punto porteranno avanti la storia… In ogni caso queste poche immagini fanno già venire l’acquolina in bocca!

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L’infedeltà non paga

Salve a tutti! Mi trovate reduce da una maratona di drama (penso si fosse capito che ormai non faccio altro che guardarne..). Meglio non dire quanti ne ho visto in questo lasso di tempo, chè mi faccio paura da sola… In particolar modo sono reduce attualmente da un drama coreano. Ora che l’ho finito (ieri visione ininterrotta per 10 ore di fila così da poterlo finire), posso dire solo una cosa: mai più drama coreani. Perchè? Facciamo un piccolo elenco di motivi:

  1. sono lunghi (quello che ho visto io era di 24 puntate, tutte da un’ora o più);
  2. sono lenti (se il ritmo fosse stato almeno più veloce le 24 puntate e le corrispondenti 24 ore non sarebbero state così pesanti);
  3. sono tragici oltre ogni dire, ti tieni l’agonia per tutto il giorno;
  4. la lingua, particolare non del tutto rilevante in effetti, però io ho trovato seri problemi ad abituarmi all’ascolto, soprattutto mi dava un immenso fastidio non riuscire a cogliere l’intonazione che determinate frasi dovrebbero avere…

Detto questo, alla fine che drama ho visto? La risposta è Goong. In verità non mi sono pentita di averlo visto, anzi mi è piaciuto molto, ma un’esperienza del genere non è assolutamente ripetibile… Sono state ore di pura angoscia e sofferenza (le scene divertenti ormai le ho anche quasi del tutto dimenticate T_T), sarà che io mi immedesimo sempre nei personaggi, ma davvero, sono rimasta depressa per tutti i giorni a cui ho dedicato la visione… Qualcuno che l’ha visto potrebbe dire che le pene vengono comunque ricompensate, ma non sono del tutto d’accordo, perchè qualcuno che continuerà a soffrire senza aver fatto niente di male c’è, e questo smorza tantissimo l’entusiasmo che uno potrebbe aspettarsi… Ma vabbè, ripeto, non mi sono pentita. Ora che ho visto questo però dico basta ai drama coreani (dato che da quanto ho sentito sono tutti della stessa pasta), e dico bentornati drama giapponesi (pensavate fossi uscita dal tunnel? Ebbene no, ho già pronto My Boss My Hero!), non vi tradirò più!!

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