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Archive for marzo 2010

Dopo la bellissimissimissima notizia del mio prossimo incontro con Wes, ecco che a soli pochi giorni di distanza sono in grado di poter dedicare un altro post ad un’altra bellissimissimissima notizia!! XD

Infatti avantieri ho comprato, ieri ho pagato, ed oggi è stato spedito La Veglia di Sandman, il volume che mi mancava e che cercavo da TRE ANNI!!!

Inutile cercar di spiegare a parole la felicità che da ciò deriva, ma voglio onorare questo momento mostrando come ho ridotto i muri della camera che ho in affitto a Cagliari! XD

Neil, Dave, questo è per dimostrarvi quanto via amo! XD


Vabbè, lasciamo perdere il becco del tucano e il poster di Nausicaä, ed osserviamo invece la prima foto, dove troviamo il poster per il 20esimo anniversario di Sandman, poster che mi è stato regalato dalla mia adorata Blu (che da un paio di giorni è diventata anche il mio portafortuna XD). Invece nella seconda foto, bè… C’è di tutto e di più: Cacciatori di Sogni, Sandman (varie scene e  una copertina), Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi, Coraline, MirrorMask, I lupi nei muri, e alcune foto artistiche di Dave.

Mi piacerebbe aggiungerci anche altre immagini, ma solo queste mi creano mille problemi dato che si staccano ogni 5 secondi (ho giusto cercato di metterle bene per la foto XD), e dire che uso pure il patafix! XD

Bè, che dire ancora? Che sono feliceeeeeeeeeeeeeeee~

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Sino ad ora sono stata discreta e non è trapelato nulla con nessuno. Non sono scaramantica, ma in certi casi le precauzioni non sono mai troppe, ed era questo il caso di fare il lecito e l’illecito pur di far andare tutto per il verso giusto. Ed infatti solo ora posso gridarlo a gran voce: Wes Anderson il 12 aprile sarà a Roma… ed io lì con lui!!! *_*

Ahaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!

Cioè, non sarò propriamente in visita nella città mano nella mano con lui, ma non saremo neanche astrattamente nella stessa città. Insomma: io potrò vedere lui, e lui (volendo il fato XD) potrebbe vedere me!

Non avete capito niente? XD Comprensibile! Dovete scusarmi, ma è diventato tutto VERO solo pochi minuti fa, quindi ancora non sono in grado di fare un discorso coerente, ma ora cercherò di riportare i piedi per terra e il cervello scenderà dalle nuvole per tornare nella mia scatola cranica! XD

Dunque. Da febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma sono iniziati una serie di incontri di Viaggio nel cinema americano a cui quest’anno hanno partecipato Susan Saradon, il regista e sceneggiatore Paul Schrader, e parteciperà ad aprile, per l’appunto, il mio adorato Wes Anderson!! E giusto pochi minuti fa ho prenotato i posti in sala!!! *_*

Non ci posso credere!!! Solo pochi mesi fa piangevo la sua assenza a Venezia, ma ecco che il destino mi concede una seconda opportunità, e di certo non me la faccio scappare!! XD E sempre il destino ci ha messo lo zampino sicuramente ieri, quando mi è arrivata una e-mail dove mi si regalava una t-shirt (vabbè, si dovevano pagare solo le spese di spedizione), quindi non ci ho messo due secondi a scegliere il soggetto della suddetta: Steve Zissou!! *_* … Per l’evento so già cosa mettermi! XD

I’m SO HAPPY!!!! *_*

Ed inoltre da poco ho avuta un’altra bellissima notizia: il suo nuovo film (Fantastic Mr. Fox) uscirà non a maggio come si credeva fino a poco tempo fa, ma il 16 aprile!! Della serie che torno da Roma giusto in tempo per assaporare ancora un pò di Wes! XD

Che dire… Non vedo l’oraaaaa~

.

Nobody knows what’s going to happen. And then we film it. That’s the whole concept.

Le avventure acquatiche di Steve Zissou

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Credo di essermi persa nel mondo attraverso lo specchio, perchè sto per scrivere tutto il contrario di quello che vorrei.

Se fossi nel mondo reale tesserei le lodi di Alice in Wonderland, e bollerei come un B-movie Percy Jackson e blablabla. Ma evidentemente sono nel mondo attraverso lo specchio, perchè dirò tutto il contrario.

Mi soffermerò poco su Alice, perchè mi spezza veramente il cuore parlarne male dopo tutti questi mesi d’attesa e dopo tutte le aspettative che nutrivo. Eppure non posso che dire e pensare che sia un film mediocre, con una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti, con dialoghi insulsi, e con un Tim Burton che sembra aver perduto il suo genio creativo. Ci sarebbero tantissime altre cose da dire, ma qui mi fermo. Dico solo che sono veramente delusa e amareggiata.

Passiamo quindi a toni più allegri, parlando di un altro film uscito sempre da poco nelle nostre sale: Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: il ladro di fulmini (non commentiamo il titolo, che è meglio! XD). Colma di pregiudizi, ero già pronta a gridare all’ultima trovata hollywoodiana alla caccia del successo di Harry Potter (quando capiranno che Harry Potter è unico sarà un vero sollievo). Invece, seppur con i suoi difetti e con i suoi limiti, il film mi è piaciuto! Non sarà per l’appunto un capolavoro, ma una bella avventura sicuramente! Paradossalmente le meraviglie si scorgono più qua che in Alice. L’idea di fondo non sarà delle più originali, ma la sua realizzazione forse lo è.. E mi vengono in mente certe trovate, come la penna-spada, madrina di una delle scene più divertenti:

Percy: È una penna!
Chirone: Utilizzala solo in momenti di grande pericolo.
Percy: Ma è una penna!

Sapevate poi che Medusa è proprietaria di un negozio di statue, o che l’Ade risiede ad Hollywood? XD
E il trio di protagonisti (molto lontano da quello Harry-Ron-Hermione, non si possono confondere) è ben assortito: il nostro eroe che dà il nome alla serie, Percy (per il quale già provavo simpatia solo per il fatto che condivide il nome con la mia adorata Primula Rossa XD), un semi-dio figlio di Poseidone; Grover il satiro, suo custode; e Annabeth, anch’essa semi-dea, figlia di Atena. Insieme affronteranno i pericoli che li divideranno dal loro obiettivo: salvare la madre di Percy, tenuta prigioniera da Ade, il quale accusa il ragazzo di aver rubato la Folgore di Zeus… Furto che porterà in breve tempo ad una guerra fra gli dei dell’Olimpo.

Quindi, dicevo, una bella avventura. Spero che continuino la serie di film, perchè, certo, non potrà mai neanche avvicinarsi ai livelli di Harry Potter, ma è comunque riuscito come film a curare la mia delusione per Alice, e rispetto a film per cui nutrivo vere speranze (devo ancora fare nomi?), è riuscito quatto quatto a sorprendermi e a farmi passare due ore piacevoli e divertenti.

Sì, devo proprio trovarmi nel mondo attraverso lo specchio.

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Tutti abbiamo nel cuore
una mamma e un papà,
ogni giorno il loro amore
ci spinge sempre più in là!
Judy non ha nessuno
che aiutarla potrà,
ma ecco l’ombra di qualcuno
che tutto ciò cambierà… Cambierà!

Ah, che nostalgia~

Quando ero piccola, questo era certamente uno dei miei cartoni preferiti: non importava a che ora lo davano, per quell’ora dovevo essere davanti alla tv, e non importava quante volte davano la replica, io lo dovevo comunque vedere! Sono sicura che tutti conoscono la storia della piccola Judy, ma per senso di completezza, ecco un piccolo accenno di trama!

Judy Abbott, o meglio, Jerusha (nel libro si farà poi chiamare Judy perchè non sopporta il suo vero nome), è un’orfana nata a New York, che sin da quando era in fasce ha dovuto vivere all’Istituto John Gryer, un orfanotrofio. All’età di 17 anni (nel libro, e nel cartone all’età di 13 anni) Judy sembra ormai destinata a rimanere nell’orfanotrofio per sempre come istitutrice, ma il destino ha in mente altri piani per lei. Infatti il Presidente del Consiglio dell’Istituto, dopo aver letto un suo tema, colpito dal suo grande talento nello scrivere, decide di diventare il suo tutore, e di permetterle di andare all’università (alle superiori nel cartone). Judy è al settimo cielo per la notizia, e vorrebbe ringraziare di tutto cuore il suo benefattore, ma tutto ciò che riesce a scorgere di lui è la sua ombra proiettata su una parete, dove appare come un uomo dalle gambe lunghissime (e da qui verrà poi il soprannome “papà gambalunga”). Judy quindi si prepara ad andare all’università e a lasciare per sempre l’Istituto dove è cresciuta, e che ha sempre odiato. Il suo papà gambalunga le pone solo due condizioni: lui dovrà rimanere nell’anonimato (infatti si farà chiamare John Smith), e lei gli dovrà scrivere frequentemente delle lettere per informarlo del suo andamento scolastico. Inutile dire che in realtà Judy scriverà ben poco di algebra, inglese e storia, ma piuttosto racconterà al suo tutore delle sue nuove amicizie, degli avvenimenti che che accompagnano la vita universitaria, del suo problema d’identità, e della sua paura di confessare alle sue amiche di essere un’orfana… E gli racconterà anche dei suoi, o meglio, del suo primo amore: Jervis Pendleton. Questi non è altri che lo zio di Julia, una sua amica, e quasi da subito fra i due nascerà un’intesa speciale. Lui sembra capirla come nessuno era mai stato capace, ed inoltre, pur essendo un uomo ricchissimo, lei vede in lui uno spirito libero, ed affine al suo. Però, nonostante la differenza di età sia un problema che non l’ha mai interessata (12 anni nel libro, ovviamente di più nel cartone), Judy si cruccia per ben altre questioni: infatti Jervis è di un rango sociale troppo elevato per potersi “mischiare” ad un orfanella come lei. Quindi quando alla fine Jervis le chiede di sposarlo, lei lo rifiuterà, convinta che lui non le avrebbe fatto la proposta se l’avesse messo a conoscenza delle sue origini. Judy, disperata, chiede quindi consiglio al suo papà gambalunga, ed è proprio allora che riceverà un’autentica sorpresa…

Vabbè, più che un accenno è il riassunto della storia, ma pazienza! 😛 Dicevo dunque che questo cartone mi ha sempre affascinato, e proprio un paio di settimane fa sono riuscita ad acquistare il romanzo, che ho letto tutto d’un fiato! *_* Lo stile è quello epistolare, quindi noi seguiamo la storia attraverso le lettere che Judy scrive al suo papà gambalunga. Le prime sono fra le più divertenti, dove Judy racconta il nuovo mondo in cui è stata catapultata, poi man mano cogliamo tutti i suoi stati d’animo, tutte le sue incertezze, le sue vittorie: attraverso le sue parole la vediamo crescere. E quando all’inizio della lettera leggiamo “Caro signor Smith”, sappiamo che è successo qualcosa che l’ha fatta arrabbiare! XD Inoltre commuove leggere di come Judy si affezioni alla figura del suo papà, pur non avendolo mai visto e malgrado il fatto lui non risponda mai alle sue lettere. Lo vede come il suo migliore amico, come il padre, come la madre, come i suoi fratelli e sorelle, lui per lei è tutti gli affetti di una famiglia. E anche se a volte rimane contrariata dalle sue decisioni, fa in fretta a perdonarlo e chiedergli scusa per aver scritto parole troppo dure nei suoi confronti. Dopotutto lui le ha donato una vita, la libertà, e la felicità.

Tra l’altro ho scoperto che l’autrice (Jean Webster in arte, e Alice Jane Chandler Webster di nascita), ha scritto questo romanzo solo per un fortunato caso! A quanto pare un giorno era in compagnia del suo editore, e mentre leggeva nel porticato un libro, un daddy longlegs (nome comune in America per ragni con le game sottili e lunghe) le cadde sopra le pagine. Ed allora disse al suo editore che sarebbe stato bello scrivere un romanzo con quel titolo! XD Ringraziamo quindi il piccolo ragnetto padre di questa bellissima storia! 😀

Il libro poi è impreziosito dai disegni che Judy allega alle sue lettere, per illustrare meglio al suo papà i dettagli della sua vita, e gli fa anche un ritratto! Il famoso ritratto che poi attaccherà alla parete della sua stanza:

Per concludere, volevo scrivere assolutamente questo post perchè, dopo aver letto il libro, naturalmente mi son rivista anche tutto il cartone, che, ancora e a distanza di anni, riesce sempre a emozionarmi e a coinvolgermi come quando ero bambina! Adesso posso dire che è molto fedele al libro, anche se aggiunge molti particolari (ma sempre ben accetti e che, anzi, donano nuovi colori alla storia). E posso dire che la sigla italiana è molto meglio rispetto a quella giapponese d’apertura! XD Mentre quella di chiusura è molto carina, e mi ricorda un pò la canzoncina di Totoro 😛 .

Ed ecco di seguito le OP & ED giapponesi (dopo ci sono anche le OP & ED di Cantiamo insieme, ma dettagli XD), e la sigla italiana!

OP & ED (ho messo il link, perchè se metto il video, questo parte da solo)

.

Ma come posso aver rispetto per una persona che desidera essere chiamata John Smith? Non potevi scegliere un nome con un pochino più di personalità? Potrei anche scrivere lettere a una Cara Casella Postale, o a un Gentile Stendino da Bucato.
[…]
So solo tre cose di te:

  1. Sei alto.
  2. Sei ricco.
  3. Odi le ragazze.

Forse potrei chiamarti Caro Signor Odiatore di Ragazze. Ma questo sarebbe offensivo per me. Oppure caro Signor Riccone, ma questo sarebbe poco riguardoso nei tuoi confronti, come se il denaro fosse la tua unica caratteristica. […] Ma una cosa è certa: rimarrai alto finchè campi! Ecco perchè ho deciso di chiamarti “Papà Gambalunga”.

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