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Archive for giugno 2011

A Song of Ice and Fire

Ecco cosa succede quando conosci già la storia: vedi Baelor, l’episodio 9 di Game of Thrones, e inizi a piangere dall’inizio. Piangi per colui che vedrà il cielo per l’ultima volta nell’arco di quei 50 minuti, e piangi anche per coloro che vedi in piedi, ma che per te ormai sono fantasmi. Manca un episodio alla fine, ma per oggi basta lacrime. Forse.

Credo che ormai sarà impossibile scollegare le lacrime dalle Cronache di Martin, come da esse sarà impossibile scollegare la febbre d’attesa e l’odore di pagine ingiallite in scaffali di biblioteca… Tutte cose che mi hanno accompagnato per due mesi… Era il 17 di aprile che, dopo aver visto Winter is coming, lessi le prime parole di Martin, e sono passati due giorni da quando lessi le sue ultime per ora. Un tempo che adesso sembra così corto, mentre a me sembra di conoscere i Sette Regni (e non solo) e i suoi abitanti da sempre. Non sono più solo i suoi personaggi, ma sono ora un po’ anche i miei per tutte le sfumature di carattere che la mia fantasia ha attribuito loro. Il mio Jaime non è il Jaime di nessun altro, la mia Sansa non è la Sansa di nessun altro. E andando avanti con le pagine loro sono diventati sempre un po’ più miei e un po’ meno suoi, nel bene e nel male. Ho letto di loro, ho sognato di loro e ho vissuto con loro. Ora mi sembra inconcepibile, quasi impossibile dover aspettare per avere loto notizie…

Ma dopotutto la stessa cosa accadeva più o meno durante la stessa lettura dei libri: ogni capitolo dedicato a un personaggio diverso, così che per sapere la sorte di un Tyron o di una Brienne, sei costretto ad attraversare oceani di pagine (ricordate? Ho parlato di febbre da attesa!). Sì perchè la struttura è un capitolo = un personaggio diverso, e i personaggi di Martin misurano 70 pagine di Appendice. Ovviamente non si dà spazio a tutti (anche se non ne sarei più così certa dopo aver letto gli ultimi due libri…), ma anche quelli “degni” di raccontarci la loro storia con i loro stessi occhi, non sono affatto pochi.

Potrebbe sembrare ora che veda questa moltitudine di braccia e gambe come un qualcosa di negativo. In realtà è l’opposto. Dico che a volte è snervante aspettare 100 pagine per sapere “com’era andata quella volta”, non lo nego, ma quanto adori la ricchezza, la completezza e la realtà della vita dei mondi di Martin, ormai lo sanno anche i miei muri. 70 pagine di personaggi tutti dotati di una propria anima e tutti collegati tra loro. Gestire tutti quanti appare ed è un’impresa titanica cui solo un genio poteva riuscire. E Martin è un genio.

E dato che siamo passati alle lodi, eccone un’altra. Ciò che più mi ha fatto innamorare delle Cronache è la totale assenza di punti di riferimento. Non esistono i buoni e i cattivi (a parte forse rare eccezioni in cui ho visto o solo bene -Ned- o solo male -Jeoffrey-), non esiste il giusto e sbagliato. La realtà è fatta sia di luci che di ombre, ed è questo forse il vero messaggio che ci lascia Martin. Inutile cercare quella che di solito nei libri io chiamo la “guida morale”: ognuno di loro ti dirà e ti farà credere che la loro scelta è quella giusta. La bussola questa volta devi essere tu, tu decidi che agisce bene e chi agisce male, a tuo “rischio e pericolo”. Anche perchè dovrai poi convivere con tutte le loro “ombre”, perchè ne avranno, oh se ne avranno!

C’è da dire che comunque all’inizio della lettura ancora ovviamente non puoi sapere ciò, quindi involontariamente fai una distinzione tra buoni e cattivi… Ma poi, conoscendoli tutti meglio capisci che quel personaggio alla fine non è poi così cattivo, e soprattutto che quell’altro non è poi così buono. Prendiamo un esempio che non dovrebbe essere troppo spoileroso: Re Robert. Non so voi, ma Robert a me all’inizio sembrava tanto un buontempone solo un po’ scorbutico, ma tutto sommato un gran amicone. Ma ora pensando a lui vedo solo un ubriacone vizioso che ha ucciso per avere la corona, solo per poi lasciare i Sette Regni in mano ad un subdolo Consiglio. Senza contare le gravi colpe di cui si è macchiato nei confronti della moglie. Questo tra l’altro è un esempio facile, che forse quasi tutti condividerebbero, ma ci sono altri personaggi che sta alla propria interpretazione definire. Uno per tutti, a me alla fine stava simpatico anche il Mastino, ma credo che pochi possano attribuirgli quegli sprazzi di luce che in lui ho visto io..

E poi un’altra cosa: tu conosci tutti quanti i personaggi, ma loro non si conoscono fra di loro, e questo a volte te lo dimentichi, così in certe occasioni rimani spiazzato. Ad esempio sai che tale non farebbe mai promesse che non manterrebbe, quindi inconsciamente pensi che gli altri si fidino di lui, ma così non è, e, cavoli!, questo mi ha fatto male innumerevoli volte! Oppure sai che quella persona, pur apparendo cattiva in certe situazioni, con determinate persone non alzerebbe un dito, ma anzi, cercherebbe di aiutare.. ma quelle persone ovviamente non lo sanno, quindi restano sempre sulla difensiva…
Il bello di leggere la storia da tanti punti di vista diversi è che noti tutte quelle difficoltà e tutte quelle contraddizioni che viviamo noi stessi nella vita di tutti giorni. Tutti noi litighiamo perchè abbiamo una nostra versione della storia, e se tutti avessimo la possibilità di leggere i capitoli gli uni degli altri, molti problemi sarebbero risolti. Forse. Dipende… Magari la persona che ci sta davanti si rivela una Cersei e allora è meglio scappare… XD

Insomma, cercando di arrivare ad una conclusione, qui non ci troviamo davanti alle ballate che piacciono tanto a Sansa, questa è una storia cruda, cinica, meschina… vera.
Se fossimo davanti ad una ballata Ned avrebbe salvato i Sette Regni da una guerra certa, avrebbe detronizzato il falso Re e guidato quello vero nel far del bene. Tyron pur essendo un nano sarebbe amato e rispettato da tutti, Jaime e Cersei andrebbero incontro a morte certa e così tutti i figli generati dall’incesto. Fosse una ballata molti sarebbero morti e molti altri sarebbero ancora in vita. Ma questa non è una ballata, queste sono le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

«Per quelli come noi» riprese la giovane donna guarriera «l’inverno non arriverà mai. Se dovessimo cadere in battaglia, le nostre gesta verranno cantate nelle canzoni, ed è sempre estate nelle canzoni, tutti i cavalieri sono valorosi, tutte le fanciulle sono belle e splende sempre il sole.»

– Brienne di Tarth

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