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Archive for the ‘Musica’ Category

Les Misérables

Do you hear the people sing?
Say, do you hear the distant drums?

Li sento, li sento. E quei lontani tamburi mi fanno ancora tremare, e fanno ancora vibrare le corde del mio animo.

Mesdames et Messieurs, Les Misérables.

Les Misérables

L’ho visto. L’ho sentito.

Con il trailer era stato un colpo di fulmine: ricco di immagini, di colori, di splendide melodie… ricco di promesse. Ed ogni promessa si è materializzata ieri davanti ai miei occhi sotto forma di mille e più emozioni, una più intensa dell’altra.

La storia, già di per sè meravigliosa, viene dal film esaltata, celebrata. I testi delle canzoni sprigionano poesia, donando più calore ad una storia in cui il trionfo dei buoni sentimenti scalda già abbondantemente il cuore. E le musiche danno voce al vero spirito dei personaggi, più di quanto avrebbe mai potuto fare un dialogo o un monologo: attraverso di esse capiamo le loro scelte, le loro sofferenze, i loro dubbi, il loro amore… comprendiamo il loro essere. E durante la visione il canto delle loro emozioni raggiunge il nostro cuore e lo fa battere all’unisono col tempo delle musiche.

La storia… è una storia che parla dell’amore, dell’amore in tutte le sue forme, e ad ognuna di esse il film dona un tema musicale. Ed ogni amore è raccontato da un personaggio straordinario: dal magnifico Jean Valjean, che prima scopre l’amore verso il prossimo, e dopo l’amore paterno, ricambiato, fino al forse più odiato Javert, la cui vita ha sempre ruotato intorno al suo amore, alla sua ossessione per la Legge. Siamo poi testimoni dell’amore innocente e ingenuo di Fantine, di quello improvviso e passionale di Cosette e Marius, di quello dolce e leale, ma non corrisposto di Eponine, e di quello fiero e ardente per la Francia.

La Francia è proprio una dei protagonisti di questa splendida storia. Un Francia che vive nel corpo del piccolo Gavroche: conosce la miseria, ma ha ancora una scintilla di vitalità e di speranza, e, soprattutto, un grande spirito combattivo! E mentre il tricolore dona al film sfumature di blu, bianco e rosso, la battaglia si consuma nel rosso e nel nero:

Red, the blood of angry men!
Black, the dark of ages past!
Red, a world about to dawn!
Black, the night that ends at last!

Ma se la notte sta finalmente finendo, ieri avrei voluto che il film non finisse mai, e durante i titoli di coda le lacrime continuavano a scorrere senza sosta, e nessuno era pronto ad alzarsi e ad interrompere l’incantesimo (come disse Cosette, “It’s too soon to say goodbye!”). Oggi, sebbene alla fine le mie gambe mi abbiano riportato a casa, la mia mente e il mio cuore sono ancora immersi in quelle dolci e intense melodie, e in quelle forti immagini. Si sono trasferiti nel Castle on the cloud della piccola Cosette. E nel castello risuonano ancora quei lontani tamburi, sento ancora le persone cantare, il mio cuore è ancora pieno d’amore, e mi sento allo stesso tempo persa e ritrovata.

Marius: A heart full of love
A heart full of song~
[…]
Marius: Cosette, I don’t know what to say
Cosette: Then make no sound
Marius: I am lost
Cosette: I am found!

Come Marius, anch’io non so cos’altro dire, quindi seguirò il consiglio di Cosette. Ma voi che ancora non conoscete il sogno di Fantine, rimediate e scoprite che si sbagliava: la speranza più crescere anche nelle situazioni più difficili, e la vita può sempre cambiare e divenir degna d’esser vissuta.

I had a dream my life would be
So different from this hell I’m living
So different now from what it seemed.

Now life has killed the dream I dreamed.

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Moonrise Kingdom

The Young Person’s Guide To The Orchestra, Op. 34: Themes A-F

In order to show you how a big symphony orchestra is put together, Benjamin Britten has written a big piece of music, which is made up of smaller pieces that show you all the separate parts of the orchestra. These smaller pieces are called variations, which means different ways of playing the same tune.
First of all, he lets us hear the tune or the theme, which is a beautiful melody by the much older British composer Henry Purcell.
Here is the Purcell’s theme played by the whole orchestra together.

Moonrise Kingdom

The whole orchestra together

Now, Mr. Britten lets you hear the four different families of the orchestra playing the same Purcell theme in different ways.
First we hear the woodwind family: the flutes, the oboes, the clarinets and the bassoons.

Moonrise Kingdom - The Flutes

The Flutes

Here comes the brass family: the trumpets, the horns, the trombones and tuba.

Moonrise Kingdom - The Trumpet

The Trumpet

Now, Mr. Britten arranges the Purcell theme for the string family.
The violins, the violas, the cellos and the double basses.
And of course, the harp.

Moonrise Kingdom - The Harp

The Harp

And finally the percussion family, all those drums and gongs and things you hit.

Moonrise Kingdom - Things you hit

Things you hit

After this, you will hear the theme by Purcell played once more in its original form by all four families together.

Moonrise Kingdom - All families together

All families together

That is, the whole orchestra.

Moonrise Kingdom

Grazie, Wes. ♥

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Per la lettura di questo post, è altamente consigliato l’ascolto del seguente brano:

Waltz Of The Snowflakes

Fra il bungee-jumping e il viaggio a Disneyland Paris, ecco che nella lista delle cose da fare nella mia vita compare “vedere Lo Schiaccianoci dal vivo“. Ora, finalmente, posso dire “CHECK!“.

Ieri sera si è realizzato il sogno di una vita, sì, perchè è un sogno di vecchissima data! Da bambina adoravo le musiche dello Schiaccianoci, ne adoravo la storia e adoravo l’effetto che aveva su di me: come se per incanto mi ritrovassi anch’io nel mondo dei balocchi e potessi danzare insieme ai giocattoli sotto l’albero di Natale!

Sicuramente tutto è nato dal cartone animato di cui avevo già parlato in un altro post, La Favola del Principe Schiaccianoci, che continuo a rivedere ogni Natale come da tradizione, però le musiche del balletto mi erano già familiari grazie a Fantasia della Disney. Chissà se qualcuno se ne ricorda, era un lungometraggio dove le musiche di grandi compositori classici venivano accompagnate ad immagini che ricreavano una storia (famosissimo è il pezzo di Topolino L’Apprendista Stregone, accompagnato dalla musica di Paul Dukas), e c’era un’intera suite dedicata alle meravigliose musiche di Tchaikowsky, anche qui sicuramente la maggior parte si ricorderà della Danza Cinese interpretata in modo simpatico da un piccolo gruppo di funghetti, o della Danza Araba ballata graziosamente da dei sensuali pesciolini. In ogni caso è chiaro che io e le musiche de Lo Schiaccianoci ci siamo fatti buona compagnia durante l’arco della mia vita, e forse ora anche il lettore può capire cosa poteva significare per me vedere il balletto dal vivo.

Ma prima di raccontare le vicende che mi hanno portato alla serata di ieri, forse è giusto parlare in breve delle storia. Nonostante il titolo sia Lo Schiaccianoci, protagonista di questo magico racconto è Marie (in alcune versioni il suo nome diventa Clara, come nel cartone sopracitato), una ragazza che sogna di diventare una ballerina. Il giorno di Natale riceve in dono dallo zio Drosselmeyer uno schiaccianoci, per il quale Marie prova subito simpatia. La notte di Natale Drosselmeyer compie una magia e tutti i giocattoli si animano per combattere, guidati dallo Schiaccianoci, contro il malvagio Re dei Topi, e Marie, prima spettatrice della battaglia, alla fine partecipa per aiutare il nostro eroe. Alla fine il Re dei Topi viene sconfitto, ma lo Schiaccianoci viene ferito mortalmente. L’unico posto in cui può aver salva la vita è il Regno dei Balocchi, quindi Drosselmyer sempre con l’aiuto della magia, li porta tutti lì, compresa la piccola Marie. Nel Regno lo Schiaccianoci non è più un semplice giocattolo, ma ne diventa il Principe, e Marie è la sua Principessa. Qui vengono accolti come regnanti e in loro onore vengono svolte varie danze di vari Paesi, a cui poi si aggiungono anche loro. Alla fine Marie apre gli occhi, cerca subito con lo sguardo il suo Principe, ma vede che è tornato ad essere uno Schiaccianoci, e capisce che era tutto un sogno… O forse no.

Oddio, scrivere la storia mi ha fatto venir voglia di rileggere il racconto! ♥ Ma ora passiamo alla serata di ieri.

La storia della realizzazione di questo sogno è iniziata a Maggio, quando, controllando il programma del Teatro Lirico, ho scoperto che a Dicembre portavano Lo Schiaccianoci (è impossibile descrivere la gioia che ho provato in quel momento!), ed è continuata a Luglio, quando sono andata a prendere i biglietti (tra l’altro erano rimasti pochissimi posti! O_O Ma quanto prima bisogna prenotare?? Fortuna che comunque erano rimasti due bellissimi posti centrali nella prima loggia! *_*). Durante l’estate a volte mi capitava di pensare a quei biglietti, e a cosa mi avrebbero permesso di vedere, ma preferivo non fantasticare troppo, volevo concentrare tutta la gioia in un sol giorno, e così è stato! Ieri mattina la sveglia non è stata quella del cellulare, ma la mia stessa mente che verso le 6 si è messa a intonare le note della Danza Cinese, come se fossi cosciente e mi fossi ricordata all’improvviso che giorno fosse. Quelle note mi hanno poi accompagnato per tutta la giornata: durante le lezioni, durante i pasti, durante la lettura de Il Tulipano Nero, e in macchina, quando finalmente ci stavamo dirigendo verso il Teatro. E lì poi è iniziata la magia.

 

Alle 20 e 30 precise inizia l’Overture, e in me si risvegliano tutti i ricordi dei Natali passati e sembra che nevichi non solo sul palco, ma anche nel mio cuore. Dopodichè questo ha iniziato a battere a ritmo delle note della musica e dei passi leggiadri dei ballerini. E alla fine, con essi si è fermato. Mi chiederò sempre perchè il Tempo è così meschino: quando deve correre va a passi di lumaca, e quando vorresti che che se la prendesse comoda, ecco che si sveglia e raggiunge la sua meta con urgenza! Così quelle due ore di balletto ai miei occhi sono durate pochi minuti, meravigliosi ed intensi certo, ma pur sempre pochi. E non è stato solo uno spettacolo per le orecchie, ma anche per gli occhi! I costumi erano bellissimi e coloratissimi, le scenografie magnifiche, e gli effetti visivi spettacolari! Come la neve che scendeva, o l’albero di Natale che si ingrandiva annunciando l’entrata in scena dei giocattoli e delle loro danze…

Ed infine è stato uno spettacolo per lo spirito. Sì, perchè ancora adesso il balsamo della magia fa da scudo alla realtà, e mentre scrivo mi sento ancora una bambina nel mondo delle fiabe, con lo stesso entusiasmo per la vita e con la stessa gioia che solo quell’età può concedere.

Il brano che, se siete stati bravi, state ascoltando, è il mio preferito del Balletto, Il Valzer dei Fiocchi di Neve. Ed ora, per concludere, vi lascio con la versione Disney di Dance of the Sugar Plum Fairy, uno dei brani più dolci di tutta l’opera.

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Kokia – Insonnia

Essendomi innamorata della sigla di Phantom, alla fine ho deciso di ascoltarne l’intero singolo, ed ecco cosa trovo: una canzone (bellissima!!) cantata in italiano!! *_* Se la sigla di Phantom è bella, questa lo è ancora di più! La cantante poi ha una voce meravigliosa!

… Piccole scoperte che ti migliorano la giornata! 😀

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Sono giorni che ascolto e riascolto la colonna sonora di Romeo x Juliet, forse perchè è il periodo giusto, forse perchè mi mancava… In ogni caso dal riascoltare quelle dolci melodie a rivederne l’anime, il passo è stato breve. Ed ora mi preparo a sprofondare con le ultime tre puntate…

Ma Romeo x Juliet non è solo una tragedia, è fatto anche di momenti spensierati e di un romanticismo innocente e puro.

Romeo e Giulietta quando ancora nei loro volti si potevano scorgere sguardi spensierati: a voi la scena del balcone.

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Un pò di sigle…

Per la serie “classifiche inutili”, ecco le sigle degli anime che ho visto in quest’ultimo periodo, che mi sono più piaciute!

1° posto: Bleach ED: Life is like a boat, Rie Fu

Di questa sigla ne avevo già parlato, perchè la cantante era la stessa della sigla finale di Darker Than Black, quindi c’è poco da dire, veramente bella…

2° posto: Druaga no To OP: SWINGING, Muramasa

Sono passati tre giorni da quando ho scoperto questo anime, e sono altrettanti tre giorni che non faccio altro che riascoltarne la sigla! 😛 Mi piace perchè mi trasmette energia, è allegra e vivace, e ormai non riesco a farne a meno! Tra l’altro mi piace proprio riascoltarla su youtube, accompagnata dalle immagini ^^. L’anime mi è davvero piaciuto! *_* Un fantasy ispirato a un videogame degli anni ’80, che tra l’altro ho scoperto per pura coincidenza! L’altro giorno stavo riascoltando la colonna sonora di Romeo x Juliet, e a un certo punto mi è venuta l’illuminazione: guarderò ogni anime di cui lui (il compositore, Sakimoto) ha fatto le musiche! Ed ecco che ho iniziato Tower of Druaga, che ho finito dopo due giorni! 😛 Ma continuiamo con la classifica…

3° posto: Vampire Knight Guilty ED: Suna no oshiro, Kanon Wakeshima


Di questo anime veramente tutte le sigle sono fantastiche, sia quelle della prima che della seconda serie, ma, dovendo scegliere, questa è quella che canticchio più spesso! 😛

4° posto: Rental Magica OP: Faith, Lisa Komine

A un anno di distanza sono finalmente riuscita a finire questa serie! 😀 Per tutte le puntate l’opening è la stessa, solo ci sono due versione, una giapponese e l’altra inglese. Io preferisco quest’ultima!

5° posto: Natsu no Sora OP: Fly Away, THYME


All’inizio non piaceva tantissimo perchè stonava con l’anime secondo me, però in breve tempo ne sono rimasta ossessionata!

6° posto: Kaiba OP: Never, Seira

Di questa sigla mi piacciono particolarmente le immagini! *_*

Questo post è stato un piacere scriverlo 😛 . Cercando su youtube alla fine me le sono riascoltate tutte! Sarebbe bello fare un post con TUTTE le sigle che più mi sono piaciute, ma diventerebbe un post chilometrico… Ma ce ne sono davvero tante che prima riascoltavo in continuazione, come appunto l’ending di Darker Than Black, oppure la prima opening di Lovely Complex, oppure ancora la prima ending della seconda serie di Tsubasa Chronicle… Ecco, appunto. Meglio che mi fermi! 😛

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Koe no omoide

Grazie al prezioso consiglio di BluVega*, giusto ieri ho iniziato la visione di un anime di cui molto avevo sentito parlare, ma che mai mi è saltato in testa di vedere (causa ingente mole di episodi), sto parlando di Bleach! Inizio col dire che per il momento ho visto solo due episodi, quindi è presto per un giudizio, ma devo dire che se continua così è sulla buona strada (Blu dice che migliora di puntata in puntata, e di lei mi fido! 😀 ).

Comunque, al momento non devo parlare propriamente dell’anime, ma di qualcosa ad esso connesso: la sigla finale. Dopo che l’ho vista la prima volta non mi ero accorta che suonava assai famigliare, infatti l’unica cosa che ho notato è il nastro rosso, che mi ha ricordato la copertina di Eclipse, e da lì Twilight e il film di Twilight, e quindi depressione (lo so che non sono normale, ne sono pienamente cosciente…). Però ecco che la seconda volta (superato il trauma nastro rosso), mi concentro maggiormante sulla canzone, ed ecco che incomincio a sentire una sensazione strana, una sorta di malinconia crescente, anche se non ne capivo il motivo. La ascolto allora un’altra volta, e appena sento quella voce, mi ricordo! È la stessa bellissima voce che cantava la sigla finale di Darker Than Black, quella sigla che alla fine di ogni puntata mi commuoveva sino alle lacrime senza un particolare motivo, solo faceva vibrare il mio intero essere. Certo poi l’anime non era il trionfo dell’allegria (ciò non toglie che sia stupendo), ma quella sigla… quella sigla… Non ci sono parole, so solo che non la potrò mai dimenticare!

E oggi, per la serie “viva le sincronicità!”, scopro su animeclick che a Gennaio arriva in Italia il manga ispirato alla serie animata (anche quella di prossima uscita italiana!), notizia fantastica, davvero fantastica!

Oggi sento che sarà proprio una bella giornata!

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