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Archive for maggio 2010

Il mio Lost

Lost ieri si è concluso anche per me. Un altro pezzo della mia adolscenza se n’è andato.

Sei anni fa ero fra quelli piantati davanti alla TV per vedere su Rai 2 il primo episodio, ed oggi sono fra quelli che non hanno potuto aspettare Luglio per la messa in onda sullo stesso canale. Ho invece aspettato che uscisse l’ultimo episodio in patria, e poi ho guardato tutta la serie in due giorni… E sono così contenta di averlo fatto! Infatti, mentre forse (forse) per le altre stagioni era possibile sopportare un’attesa di una settimana fra una puntata e l’altra, facendo la stessa cosa con questa serie, sarei morta d’infarto.

Comunque, ora che è tutto finito, mi sento un pò triste. Dopo sei anni è difficile pensare che l’anno prossimo non ci sarà più niente. Anche adesso non riesco a realizzarlo completamente: mi perdo in riflessioni riguardanti alcuni particolari dell’Isola, e poi, prima di formulare il pensiero successivo, mi ricordo. It’s over.
Anche se dalla prima puntata della prima serie non vedevo l’ora che tutto finisse, per sapere la verità, ora vorrei che i misteri e i personaggi di Lost mi potessero tenere compagnia per la vita. Mi mancheranno poi le riunioni notturne con mio fratello, in cui ci facevamo delle domande, e provavamo a darci delle risposte.

Ma veniamo al punto. Molti sono rimasti delusi dal finale. Io no. Ogni minuto dell’ultimo episodio era così giusto, ogni dialogo così perfetto, e l’ultima scena è in realtà una macchina del tempo, e ti riporta a sei anni fa, quando tutto è iniziato. E senti che un cerchio si è chiuso, che il puzzle è finito, che tutto è completo.
E piangi, perchè le ultime scene sono una delle cose più commoventi che io abbia mai visto.

Molti sono rimasti delusi perchè forse questo finale non dà tutte le risposte che si cercavano (ma riflettendoci bene, secondo me le risposte si possono trovare). Io forse sarei stata fra queste persone, se alla fine non avessi compreso. Le ultime scene sono la chiave. Queste non sono dedicate all’Isola e ai suoi misteri, ma sono tutte per la “riunione” dei nostri protagonisti, ed ecco la rivelazione: non è mai stata l’Isola la protagonista della serie, ma i personaggi e la loro evoluzione. Come disse Jacob, lui li aveva portati sull’Isola perchè erano come lui: soli, infelici e pieni di problemi. Ma le mille battaglie, i mille rischi, li hanno uniti: lì son nate le amicizie più forti, lì si sono innamorati, lì hanno dato un senso alla loro vita. Quando Jack diceva “l’Isola non ha ancora finito con noi“, intendeva dire che il suo “percorso” non era ancora finito, per quello si sentiva a disagio abbandonandola. E, a proposito, sembrerà banale, ma Jack è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti, ed anche se nella quinta stagione aveva perso un pò di luce ai miei occhi, in questa serie è tornato a brillare come non mai (e non a caso in una delle ultime scene vediamo il suo volto “scomparire” nella luce :P). E poichè Jack era uno dei miei preferiti, una delle cose che mi ha fatto più male è stato il fatto (certo evidente, ma non volevo crederci) che David, il suo nonfiglio, non esistesse, perchè con lui era davvero felice, e li adoravo vedere insieme. Non a caso ricorderò sempre come una delle mie puntate preferite Lighthouse.

Ma andiamo avanti. Quindi, come Jack è tornato a brillare, molti altri personaggi hanno smesso di essere torce di negatività. Piccolo esempio Kate, che non ha MAI sopportato, ma che alla fine smette di essere un’egoista che guarda solo ai suoi interessi, e trova anche lei la sua strada.

Ma una delle ragioni per cui ho amato particolarmente questo finale e la scelta di incentrarlo sull’evoluzione dei personaggi, è questa: Ben.

Sono stanca di sentirmi dire che a me piacciono solo io “cattivi” delle storie, vedi Silas e Smigol. Non è così! A me piacciono perchè hanno una personalità complessa, e perchè, vedendoci qualcosa di buono in loro, diventano i miei preferiti forse perchè non saranno mai i preferiti di altri. Silas è cresciuto pensando che fare ciò che gli veniva ordinato fosse bene, non ha avuto una normale educazione in cui si dice ai bambini che uccidere è sbagliato, quindi non era da biasimare per le sue azioni, piuttosto il “cattivo” era quello che gliele comandava. Smigol lo stesso, non è cattivo, è pazzo, e alla fine cede totalmente “al lato oscuro” solo perchè si sente tradito da quell’imbecille di Frodo (senza offesa :P).
E così Ben. È facile additare una persona come “malvagia”, ma quando una storia ti regala un personaggio a 360° non puoi soffermarti a ciò che vedi davanti, devi girarti e guardare cosa c’è al 181°. Ben aveva così tante sfumature, che per me era un puro piacere osservarlo e cercare di capirlo. Quando la serie lo presentò per la prima volta, dai suoi modi di fare e di parlare, mi sentivo che dietro alle sue azioni c’era un qualche genere di motivazione profonda. E la serie mi ha dato ragione, e grazie alle ultime puntate non sembrerò più una pazza che ha un debole per i “cattivi”.
Ben è stato salvato da piccolo da un padre alcolizzato e da un’esistenza infelice. E da chi è stato salvato? Prendendola in senso lato, si può dire che sia stato salvato dall’Isola, ed è in suo nome che ha sacrificato parte della sua “umanità”, in suo nome ha ucciso. Ma Ben non è mai stato cattivo, è sempre rimasto quel bambino spaventato e confuso, che aveva paura di restare da solo e che voleva solo essere accettato dagli altri. Per tutta la vita si è unito a chi aveva bisogno di lui, ed anche alla fine, quando sta per fare l’ennesima scelta sbagliata la sua ragione sarà “lui è l’unico disposto ad accettarmi“.
Gli occhi di Ben son sempre stati gli occhi di quel bambino, chiusi di fronte alla crudeltà delle sue azioni. Ma alla fine li apre, e vede per la prima volta tutto ciò che ha fatto. E nelle ultime scene, quanto tutti sono pronti “ad andare avanti” e lo perdonano per tutto, è lui che non riesce a perdonare se stesso, e rimane indietro.

Quindi grazie Lost per aver reso giustizia a Ben.

E grazie per tutte le meraviglie.

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Doctor Who

Sinceramente? Non so come un mese in cui ho vissuto di Pan di Stelle e Doctor Who possa esser raccontato e riassunto in un post. Forse potrei scriverci un romanzo autobiografico, dove potrei appuntare ciò che uno sguardo di Ten mi ha fatto provare, dove potrei ricordare gli incubi che Blink mi ha lasciato, dove potrei disegnare una pagina con i colori di The Eleventh Hour… Un post non basta, le lettere sulla tastiera non bastano.

Ma vedrò quel che si può fare.

CAPITOLO I: Doctor who?

Amy: But you look human!

The Doctor/Eleven: No, you look Timelord. We came first.

Di cosa parla il telefilm? E chi è il Doc? Mi piacerebbe tanto rimandarvi a Wikipedia, ma voglio essere io a introdurvelo, sperando che attraverso i vostri monitor voi possiate percepire l’affetto con cui lo faccio. Il Doctor è un alieno, un Timelord, e viaggia attraverso il tempo e lo spazio con il suo TARDIS, navicella spaziale con le sembianze di una vecchia cabina telefonica della polizia londinese. I Timelord sono molto simili agli esseri umani, ma hanno un paio di piccole differenze: hanno due cuori, una temperatura corporea che oscilla fra i 15 e i 16 gradi, e possono sfuggire la morte tramite una rigenerazione! La rigenerazione comporta però un effetto collaterale: cambiano corpo e personalità! In sintesi, diventano un’altra persona (pur essendo sempre la stessa… oh, uff… si è capito? Non saprei proprio come spiegarlo! XD).
Dunque il telefilm racconta le mille avventure che il Doc vive nei suoi viaggi attraverso il tempo e lo spazio!
Doctor Who è la serie di fantascienza più longeva al mondo, e difatti la sua storia inizia nel 1963, e continua ininterrottamente sino al 1989, si prende poi una piccola pausa di 15 anni (interrotta da un film nel 1996), e riprende alla grande nel 2005 con un nuovo e più accattivante “look”.
In questo nuovo arco di serie troviamo il Doc alla sua ottava rigenerazione, quindi conosciamo il nono Doc (detto quindi Nine – ora capite chi è il Ten di cui parlavo prima? 😛 -). Un Doc alquanto depresso e “violento”. Infatti è reduce dalla Time War, guerra in cui è stata sterminata (è proprio il caso di dire “sterminata” quando i nemici sono i Dalek XD) l’intera sua razza, di cui lui è rimasto l’ultimo e il solo… (Quando avevo visto la puntata in cui Ten racconta la sua storia a Martha Jones – una sua companion -, mi si era spezzato il cuore T_T)

CAPITOLO II: Hi Doc! Nice to meet you!

The Doctor/Ten: Think you’ve seen it all? Think again. Outside those doors, we might see anything. We could find new worlds, terrifying monsters, impossible things. And if you come with me… nothing will ever be the same again!

Domanda: come ho fatto la conoscenza del Doc? Risposta: tutto merito di Neil! XD Tra l’altro la storia è un po’ complicata, ma cercherò di spiegarla al meglio!
Tutto iniziò così, un mattino piovoso d’inverno…
Avevo letto la notte precedente un tweet di Neil Gaiman dove smentiva la notizia che dovesse sceneggiare una puntata di Doctor Who. Ero quindi curiosa di vedere di quale telefilm Neil dovesse non-scrivere (XD), così guardai la prima puntata della prima serie del 2005… E mi annoiai a morte.. E Doctor Who fu dimenticato! XD
Ma ecco che non molto tempo dopo arrivò un altro tweet di Neil, e questa volta avrebbe portato ad una vera svolta.
Questa volta Neil conferma quanto prima era stato smentito: scriverà una puntata del telefilm (adesso si sa anche che la sua puntata sarà una delle prime della sesta stagione – o 32esima, se contiamo anche quelle vecchie -). Vedere una sceneggiatura di Neil basta e avanza come motivazione per riprendere in mano il telefilm, ma erano ancora vivi i ricordi degli sbadigli della volta precedente, quindi, ecco la soluzione: iniziare dalla quinta serie! 😛 Infatti avevo letto che questa si distaccava dalle precedenti serie, e che anche un “novizio” avrebbe potuto capire tutto. Ed ecco che la notte stessa in cui Neil tweettò (XD), vidi The Eleventh Hour… E fu amore! *_* Ancora la considero la puntata più bella di tutta la serie, sebbene manchi il mio Doctor preferito (Ten, I miss you T_T), ma, ma.. ma… è stupenda! Sin dai primi minuti in cui la telecamera si aggira intorno ad un giardino buio, evitando un’altalena rossa mossa dal vento, io avevo capito: sarebbero stati 60 minuti di pura gioia per gli occhi e per lo spirito.
Così subito dopo la visione di questa prima puntata, corsi a vedere anche la seconda, ed alla fine i miei occhi erano così: *_*. Ormai ero partita: dovevo vedere TUTTO. E poiché le puntate della quinta serie (essendo tuttora in corso) erano appunto solo due, mi armai di forza di volontà, e iniziai a vedere il telefilm dalla sua prima serie (del 2005). La seconda puntata era già migliore della prima (di cui ancora rifuggo il ricordo :P), ma era lontana mille miglia dalla fantasia e dalla magia della quinta serie… In ogni caso arrivai anche alla fine di quella prima serie… E poi avvenne la rigenerazione.

CAPITOLO III: The new new new new new new new new new Doctor!

The Doctor/Ten: I like that, “Allons-y”. I should say allons-y more often. Look sharp, Rose Tyler, allons-y! And then it would be really brilliant if I met someone called Alonso, ‘cause then I could say allons-y Alonso every time…

Nona rigenerazione, decimo Doctor: Ten. Ora viene la parte difficile.. Come posso spiegare quanto io adori, ami, veneri, stimi, quest’”uomo”? Non ne ho idea… Dovreste vedervi tutti i suoi 47 episodi per comprenderlo, perchè inevitabilmente provereste ciò che provo io adesso. Solo grazie a lui sono diventata Doctor Who-addicted, e non solo per il suo bel faccino (anche se ha contribuito XD)! Ten è un Doc completamente diverso dal precedente: è folle, logorroico, uno che guarda il mondo come se lo vedesse per la prima volta (e in 907 anni ce ne sono state di “prime” volte! XD), uno che si entusiasma appena vede una nuova specie, uno che rimane sempre affascinato dagli esseri umani (uno che indossa le Converse! XD)… è passionale, carismatico, spiritoso, lunatico… è Ten, e se non avete ancora fatto la sua conoscenza, bè dovreste!
In compagnia di Ten ho passato la maggior parte delle ore in quest’ultimo mese, e con lui ho visto le puntate migliori di Doctor Who: in primis Blink (che vorrei poter far vedere a tutte le persone che conosco – e sono sulla buona strada XD -), poi The Girl in the Fireplace, Love & Monsters, Midnight, Silence in the Library/Forest of the Dead, Gridlock, Human Nature/The Family of Blood & Co.
Ma poi si arriva a The End of Time, ed arriva l’ennesima rigenerazione, e con essa nel mio cuore ci sono stati vari “minuti” di silenzio.

CAPITOLO IV: A new Era

Neil Gaiman: You ALWAYS don’t like the new Dr. Who. It’s a rule. You miss the last one. But after a few weeks (or less) he’s the Doctor. It’s inevitable.

Ed eccoci tornati al punto di partenza: la quinta serie. Serie tutta nuova: nuovo Doctor, nuova companion, nuovo head-writer (il fantastico e geniale Steven Moffat, che ringrazierò sempre per aver donato all’umanità Blink XD), nuova sigla, nuovo logo, nuovo tutto insomma! 😛
Pensando a posteriori, devo dire che sono stata davvero fortunata: aver visto prima la prima puntata della quinta serie (scusate il gioco di parole), aver avuto modo, prima di conoscere Ten, di apprezzare il nuovo Doc, mi ha facilitato il passaggio di testimone. Se non avessi conosciuto Eleven prima di Ten… Bè adesso son sicura che lo odierei a morte solo per il fatto che “esiste”, che pretende di essere il Doctor, quando non è il MIO Doctor. Ma dato che lo conoscevo già, passare alla quinta serie non è stato così traumatico come poteva essere. Anzi, dopo 5 puntate non mi posso certo lamentare: è una serie bellissima! *_* Si nota nettamente la differenza con le serie passate, ma forse questo aiuta, ti fa sentire come se stessi guardando un telefilm diverso, quindi non ti disturba vedere un nuovo Doc che si aggira fra gli universi. Inoltre Eleven insieme alla sua nuova companion, Amelia Pond, sono fantastici, quindi lunga vita a loro!

EPILOGO: Ten, I still miss you.

The Doctor/TenI’m going to die.

Wilfred: Yeah, but I thought, when I saw you before, your people could change like your whole body…

The Doctor/Ten: I can still die. If I’m killed before regeneration, then I’m dead. Even then, even if I change, it feels like dying. Everything I am dies. Some new man goes sauntering away… and I’m dead.

Rivedere la scena in cui questa citazione è stata detta… mi ha fatto riscendere le lacrime… T_T
Perchè la nuova serie è bellissima e tutto quanto.. Ma Ten è Ten! Come fare quindi? Bè, in realtà le soluzioni le ho trovate in fretta!
1- per ogni puntata del Doctor Who c’è una puntata del Doctor Who Confidential, che sono dei dietro le quinte/interviste/spiegazioni di ogni episodio, quindi per tre serie con Ten, ci sono tre serie del Confidential sempre con lui!
2- La seconda serie (la prima con Ten) la prima volta l’avevo vista doppiata in italiano, ma dato che successivamente ho scoperto che la traduzione era fatta malissimo, e dato che comunque preferivo decisamente la voce originale al doppiatore del mio adorato Doc, l’ho riniziata in inglese (e ieri l’ho anche finita T_T). E adesso, penso (togliete “penso” XD) che continuerò con la terza.. Ormai è passato così tanto tempo da quando l’ho vista (non è vero! XD)! 😛
Quindi si può ben dire che Ten non l’ho mai salutato veramente (e il giorno in cui questo accadrà, dovrò salutare anche una parte di me…), ed è così che vado avanti: per tutta la settimana sto con Ten, e la domenica/lunedì mi guardo la nuova puntata appena uscita della quinta serie con Eleven. Niente male! :^>

Rileggendo tutto il post mi son resa conto che, come previsto, ho detto la millesima parte di quel che avrei voluto dire veramente… Ma il post è già abbastanza lungo così. Dopotutto per me è importante solo il fatto che nel mio blog resti una traccia di questo bellissimo periodo, in cui dire che sono fissata col Doc è un eufemismo. Perchè, Doctor (come disse una volta Rose Tyler) “travelling with you, I love it!“.

~THE END~

Ood Sigma: We will sing to you, Doctor. The universe will sing you to your sleep. This song is ending. But the story never ends.

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