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Archive for the ‘Telefilm’ Category

La primavera in tv!

È da un bel pezzo che non iniziavo una nuova serie… quest’autunno non me ne ispirava una! Certo, c’era Arrow, ma quello mi sapeva più di telefilm da guardare la sera su Italia 1 (e infatti…), ma per il resto un grande MEH!

Poi arrivò la primavera, che già prometteva vere GIUOIE con il ritorno di Doctor Who (“Summer Lost di Amelia Williams”, Moffat sei un genio malefico!) e di Game of Thrones (datemi scene con Brienne e Jaime please! XD), e portò poi con sè qualche episodio NUMBER ONE. E finalmente scattò la scintilla! Ecco quindi che oggi voglio parlare delle tre serie che sono riuscite a farmi passare l’allergia del “nuovo”!

Bates Motel

Bates Motel. Cito le serie in ordine di gradimento, e il “prequel” di Psycho si merita decisamente il primo posto. E non perchè di questa abbia visto più episodi e quindi abbia avuto tempo per coltivare una più che buona opinione, no. Questa serie mi è piaciuta sin dai primi 5 minuti, o almeno credo… Non so se capita anche a voi, ma di solito quando guardo un telefilm al computer mi capita spesso di controllare a che punto della puntata sono e quanto tempo manca alla fine. Con Bates Motel non mi è mai capitato, e questo forse non dice tutto, ma una gran quantità di cose di sicuro! Perchè ho messo la parola “prequel” fra virgolette? Perchè c’è il piccolo dettaglio che mentre Psycho è una storia degli anni ’60, Bates Motel è ambientato nei nostri giorni, ma… dettagli! XD Tra l’altro se non fosse per la presenza di certi apparecchi tecnologici (e parlo della fastidiosa presenza di iPhone, neanche fossero lo sponsor della città!), l’atmosfera che si respira in realtà sarebbe abbastanza retrò… almeno nel primo episodio.
Merito di questa serie: mi ha fatto vedere Psycho! Sì, non l’avevo mai visto, shame on me, ma almeno ho rimediato (ieri). E cavoli se mi è piaciuto! Poi magari vai a pensare “è un vecchio thriller degli anni ’60, adesso sembrerà un film ridicolo e per niente ansiogeno”, e invece no, ho pure avuto gli incubi! Sentivo Norman versione Norma che emetteva lamenti… Stanotte prima di andare a dormire mi guardo una mezz’oretta di Rai YoYo.
Ma tornando al telefilm, è fatto bene: cita Psycho, ma con delicatezza, non si regge su quello, potrebbe benissimo funzionare anche considerandolo come una storia originale in sè e per sè. E poi, dopotutto, sebbene si sappia già la conclusione della storia, mi sta coinvolgendo lo scoprire puntata per puntata il come ci si arriverà! Quindi… serie promossa e consigliata!

P.S.: all’inizio mi ha turbato assai vedere Freddie Highmore nei panni di Norman Bates… Willy Wonka, non dovevi permettere che accadesse!!… Poi l’ho perdonato: dopo aver visto Psycho ho capito perchè hanno scelto proprio lui.

Hannibal

Hannibal. Appena visto il primo episodio. Wow! *_* All’inizio era tutto un “Cosa diavolo sta succedendo?”, ma poi mi si è disappannato il cervello e mi son goduta la visione. Bello bello bello. Non mi ero per niente informata, quindi a parte il fatto che uno dei protagonisti sarebbe stato il Dottor Lecter (da cosa l’avrò capito non lo so…), non sapevo proprio cosa aspettarmi. Will Graham mi diceva qualcosa come personaggio, ma non mi si è accesa nessuna lampadina. Finito l’episodio poi mi è venuto un mente di wikipediare (neologismi…) Red Dragon (che avevo visto, ma di cui ricordavo poco e niente), ed eccolo lì il caro Will! Tra l’altro interpretato da uno dei miei mariti: Edward Norton! Come ho fatto a dimenticarlo?? Vabbe’, fatto sta che quindi credo di aver capito che anche questo telefilm è una sorta di prequel, o forse no, in verità della storia di Hannibal attraverso tutti i film mi ricordo solo sprazzi (tra cui lui che taglia un cervello… mmmh, gustoso!), quindi in effetti non ne ho idea. Ma poco m’importa se sia un prequel oppure no, ecco cosa m’importa dire: nel progetto è coinvolto Bryan Fuller, quel sant’uomo che ha creato Pushing Daisies. Ad averlo saputo prima non avrei avuto bisogno di altri motivi per vedere Hannibal.

Orphan Black

Orphan Black. Serie vista per puro caso in un momento di noia mortale e solo perchè era della BBC (sebbene America). Non sapevo neppure di che parlasse, anzi, ero proprio fuori strada: invece di leggere “Orphan” avevo letto “Oprah”, quindi pensavo fosse una serie su Oprah Winfrey (ora mi vien da ridere! XD). Vabbe’, aneddoti imbarazzanti a parte, inizio l’episodio e penso “Ma sto guardando Ringer?”, solo che non c’era Sarah Michelle Gellar e nemmeno il mio Mr. Fantastic. Però la brunetta sembrava saper il fatto suo, poi c’è stata la svolta mistery-credo-sci-fi, ed eccoci qui. Se la serie prende sul serio una piega fantascientifica, si è già trovata una fedele fan! Poi la sigla e la storia dei cloni mi hanno ricordato Fringe, e qualsiasi cosa mi ricordi Fringe è ben accetta.

E fu così che la mia primavera si riempì di appuntamenti settimanali!
Per molti la primavera è sole, fiori, passeggiate… lo è anche per me, certo! Ma… a proposito di appuntamenti, stasera c’è il nuovo episodio di Doctor Who! WAAAA~!

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Buon Doctor Who!

Doctor Who Series 7 Part 2

E… Buon Game of Thrones! XD

Game of Thrones Season 3

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Liberate i mastini della guerra.
Che il fuoco terribile dell’ultima sacerdotessa piova dai cieli infuriati,
perchè il fratello truciderà il fratello,
l’amico ucciderà l’amico,
al suono del grande corno in una fredda alba a Camlann.
I profeti non mentono.
Laggiù, Artù incontrerà la sua fine, su quell’enorme pianura.

Se di conoscer l’esito di questa profezia non osate,
lontana la vista da quanto segue portate.

Merlin

(altro…)

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The Doctor is back!

In questo periodo di caldo soffocante niente, niente avrebbe potuto spingermi ad accendere il computer per ritornare su queste pagine. Non che gli argomenti di cui parlare mancassero, anzi! Come ogni Agosto, anche questo è stato all’insegna dei libri, e in teoria avrei avuto tanti commenti e giudizi da fare, ma, come disse Aragorn, non è questo il giorno!

Oggi, 2 Settembre, è il giorno di celebrare un altro ritorno, il ritorno di uno dei personaggi migliori EVER!
Ed anche l’universo vuole che se ne parli, perchè in questa giornata ha portato nuvole e un vento ristoratore… E ha portato un cielo grigio per dare atmosfera alla visione che molti (che IO) stavano (stavo) attendendo (bramando!).

Quindi, let’s celebrate, perchè…

THE DOCTOR IS BACK!

Niente spolier, e niente trame, solo una piccola celebrazione! Un mini party solo per comunicare all’universo che il Dottore è tornato (come se poi l’universo non lo sapesse… XD) e che io sono felice!
F.E.L.I.C.E!!
F come FINALMENTE!
E come EVVIVA!
L come LATTE (voglio fare un soufflè!)!
I come INCANTATA!
C come CAVOLI! CASPITA!… COSA?? (COOL! Returns are cool!)
Ed E come… EVVIVAAAAAA~!!!! XD

Il Doc sistema sempre tutto, mette tutto apposto, proprio come fa con il suo bow-tie! E ora mi sento proprio così, messa apposto, fixed! È come se per tutto questo tempo mi fosse mancato qualcosa, ed ora quel qualcosa è tornato!

Da oggi ha inizio il periodo migliore dell’anno, quello in cui siamo tutti invitati a viaggiare con il TARDIS!… E il viaggio è iniziato a meraviglia! ♥

…Ma, alla fine, chi è tornato?

“Doctor Who… Doctor Who!”

P.S.: Asylum of the Daleks… Moffat, grazie per l’ennesimo capolavoro!

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I am Sherlocked

Dico la verità: un nuovo post su Sherlock era d’obbligo, la mia coscienza me lo imponeva e il mio cuore lo voleva, MA… ma ovviamente, per quanto ogni tanto iniziassi fra me e me il post, avevo deciso di scriverlo dopo la terza puntata, l’ultima. Cosa mi ha fatto cambiare idea? Il fatto è che è sera, il fatto è che stamattina ho finito di leggere il Tutto Sherlock Holmes della Newton & Compton, e il fatto è che ora mi sono resa conto che domani andrà in onda l’ultimo episodio.
Il fatto è che ora mi sento sola e triste.
Mi manca la compagnia del mio Holmes su carta, e so che a breve dovrò salutare il mio Sherlock dal “good coat and a short friend”.

E ad un tratto l’illuminazione: dovessi scrivere questo post dopo The Reichenbach Fall, diventerebbe un post triste, tristissimo (me lo sento, me lo sento!). E fino a stamattina invece ero felice, felicissima!
Le visioni di A Scandal in Belgravia segnano lo scorrere del mio tempo, i momenti in cui mi incanto e mi “risveglio” con le musiche dell’episodio (intense, profonde, perfette) sono più frequenti di quanto forse dovrei ammettere, e il ripetere i dialoghi fra Sherlock e la Adler è diventata un’abitudine che forse non dovrei menzionare davanti al mondo, MA (c’è sempre un ma)… ma, come da titolo,

I AM SHERLOCKED!

Quindi, prima dell’avventura di domani, fatemi parlare dell’episodio più bello, so far!

Quanto tempo è passato da quel 25 luglio che vedeva una ragazza seduta nel divano di una reception sintonizzarsi sulla BBC per fare la conoscenza dell’unico consulting detective al mondo? Troppo.
Quella ragazza, come molti altri, aveva incontrato l’avventura, il mistero, e un personaggio brillante, cinico, con un bel cappotto, che le prometteva tutto, eccetto la noia. La noia in genere veniva scacciata con delle pallottole e uno smile! Ma il brivido del gioco, è questo ciò che Sherlock ci ha fatto provare, ed è questo ciò cui abbiamo dovuto rinunciare per tutto questo tempo. In questo senso siamo un po’ tutti John Watson, felici di esser coinvolti nel suo mondo. Perchè se di Watson ce ne possono essere tanti, di lui ce ne può essere uno solo. Un anno e mezzo fa abbiamo scoperto il suo genio, il suo carisma, la sua ironia, la sua freddezza, la sua follia.. il suo esser semplicemente fantastico!

E adesso, dopo tutto questo tempo in cui abbiamo creduto di conoscerlo, di aver visto tutto di lui, ecco che spunta A Scandal in Belgravia e ti accorgi di non aver in realtà guardato in profondità. Perchè l’episodio è come un’immersione, e nell’apnea ti capita di vedere il riflesso del suo cuore.

Moriarty: If you don’t stop prying, I’ll burn you. I’ll burn the heart out of you.
Sherlock: I have been reliably informed that I don’t have one.
Moriarty: But we both know that’s not quite true.

A Scandal in Belgravia parte in modo divertente, quasi comico (sulle note di Staying Alive XD – Moffat sei un genio! -), e naturalmente sto parlando dei siparietti iniziali durante i quali Sherlock cerca un caso di cui occuparsi (– I think my husband might be having an affair. – Yes. XD) fino al caso del ritorno di fiamma e la visitina a Buckingham Palace in lenzuolo e senza mutande (XD).
Poi la narrazione cambia registro. All’inizio non in modo evidente, si percepisce per lo più con l’assenza delle solite musiche ritmiche a cui eravamo stati abituati, e così continuiamo la visione facendoci rapire dagli scambi verbali (e non solo) fra il nostro Sherlock e Irene Adler, poi all’improvviso ci ritroviamo a Natale. Sherlock prima si mette in mostra con il suo violino (adorabile! *_*) e poi con le sue solite capacità deduttive, questa volta a scapito della povera Molly. Ed ecco che succede: un “Forgive me” e un “Marry Christmas, Molly Hooper”.

Dicevo prima che in un certo senso siamo tutti un po’ Watson, quant’è vero in questo caso, perchè la sua reazione è stata la mia: totale sorpresa e perplessità. Ed è in questo momento che si arriva a capire cosa c’è di diverso: nessun caso, nessuna corsa da un parte all’altra di Londra in cerca di indizi… Non c’è il solito Sherlock attivo, un passo avanti a tutti, che anticipa il presente, c’è uno Sherlock passivo, coinvolto dagli eventi, un passo indietro a quel che verrà. Ma non si fa in tempo a razionalizzare davvero il cambiamento, anche noi ci stiamo facendo coinvolgere dagli eventi, fino a ritrovarci in un obitorio dove lui, Sherlock, quello che sopra definivo cinico e freddo, dice al fratello:

Look at them. They all care so much. Do you ever wonder if there’s something wrong with us?

Questa volta però non c’è nessuna sorpresa, per quanto mi riguarda ero come ipnotizzata, completamente catturata, tutto ciò che dirò da ora in poi è frutto di pensieri successivi alla visione, perchè durante non un solo pensiero ha attraversato la mia mente, che veniva invece pian piano riempita da magnifiche immagini, brillanti dialoghi e stupende musiche. Non c’era spazio per me.

Ma una piccola parte di me c’era e ha gongolato in un particolare momento: il salvataggio di Mrs Hudson. La mal celata rabbia, il desiderio di vendetta, l’infinito affetto che sta dietro le parole “Mrs Hudson leave Baker Street? England would fall!” e il mezzo abbraccio che ne segue… Sono momenti che ti riempiono il cuore! ♥

Ed ora veniamo all’altra protagonista dell’episodio: Irene Adler, The Woman. Un personaggio che, per come lo conoscevo io sulla carta, all’inizio mi ha fatto un po’ storcere il naso, ma che poi non ho potuto far a meno di adorare! *_* I suoi modi, il suo fascino, la sua arguzia, tutti aspetti che rendono il suo personaggio a dir poco intrigante e carismatico.

E un personaggio del genere combinato con il nostro Sherlock non può che far nascere scintille! I loro incontri diventano sempre una partita a scacchi, una gara di menti, un gioco d’astuzia. Ma dietro il gioco si celava in realtà un unico scopo: usare Sherlock Holmes.

Mycroft: The damsel in distress. In the end, are you really so obvious?  Because this was textbook: the promise of love, the pain of loss, the joy of redemption; then give him a puzzle… and watch him dance.

E, sebbene sembrerebbe impossibile, la Adler sarebbe davvero riuscita nel suo obiettivo… se solo non si fosse fatta coinvolgere dal gioco, e da lui. La scena finale in cui Sherlock rivendica la sua vittoria svelando quella che per lei è stata una debolezza, è sublime. Uno Sherlock sconfitto, preso in giro, si rialza e, digitando il codice quasi sparasse dritto al cuore, vince.

Irene: You don’t actually think I was interested in you? Why? Because you’re the great Sherlock Holmes, the clever detective in the funny hat?
Sherlock: No. Because I took your pulse. Elevated. Your pupils dilated.

Ma l’episodio si conclue con un altro tipo di vittoria, quella come persona. Perchè nonostante tutto la Adler non è la donna che ha provato a sfidarlo e ha perso, no, lei è sempre e solo La Donna. Non voglio parlare di amore, perchè questo non è il caso, ma è certo che Sherlock per lei provava una profondissima ammirazione, che si può leggere fra le righe di un “Happy New Year”. E così alla fine la salva davvero, la sua damigella in pericolo.

Watson: He despised her at the end. Won’t even mention her by name, just ‘The Woman’.
Mycroft: Is that loathing or a salute? One of a kind, the one woman who matters.

La serie andrà avanti per molti altri anni (o almeno, lo spero vivamente), ci saranno tanti altri episodi bellissimi (ce n’è uno proprio domani!), ci saranno mille altre avventure ed emozioni da vivere, ma questo episodio, per la sua intensità, per la sua profondità, e per l’esser stato così ben confezionato, rimarrà per sempre un piccolo gioiello da custodire gelosamente nei ricordi.

E a voler essere un po’ frivoli, come non capire la Adler? Come si poteva rimaner distaccati di fronte ad un uomo del genere? Non ci riesce neanche Jim Moriarty, dato che si mette a parlare in falsetto! XD Io non sono che una delle tante povere Molly Hooper, ma dopotutto anche lei è riuscita ad ottenere un bacio sulla guancia, quindi…

THE POST IS DONE. LET’S HAVE DINNER.

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A Song of Ice and Fire

Ecco cosa succede quando conosci già la storia: vedi Baelor, l’episodio 9 di Game of Thrones, e inizi a piangere dall’inizio. Piangi per colui che vedrà il cielo per l’ultima volta nell’arco di quei 50 minuti, e piangi anche per coloro che vedi in piedi, ma che per te ormai sono fantasmi. Manca un episodio alla fine, ma per oggi basta lacrime. Forse.

Credo che ormai sarà impossibile scollegare le lacrime dalle Cronache di Martin, come da esse sarà impossibile scollegare la febbre d’attesa e l’odore di pagine ingiallite in scaffali di biblioteca… Tutte cose che mi hanno accompagnato per due mesi… Era il 17 di aprile che, dopo aver visto Winter is coming, lessi le prime parole di Martin, e sono passati due giorni da quando lessi le sue ultime per ora. Un tempo che adesso sembra così corto, mentre a me sembra di conoscere i Sette Regni (e non solo) e i suoi abitanti da sempre. Non sono più solo i suoi personaggi, ma sono ora un po’ anche i miei per tutte le sfumature di carattere che la mia fantasia ha attribuito loro. Il mio Jaime non è il Jaime di nessun altro, la mia Sansa non è la Sansa di nessun altro. E andando avanti con le pagine loro sono diventati sempre un po’ più miei e un po’ meno suoi, nel bene e nel male. Ho letto di loro, ho sognato di loro e ho vissuto con loro. Ora mi sembra inconcepibile, quasi impossibile dover aspettare per avere loto notizie…

Ma dopotutto la stessa cosa accadeva più o meno durante la stessa lettura dei libri: ogni capitolo dedicato a un personaggio diverso, così che per sapere la sorte di un Tyron o di una Brienne, sei costretto ad attraversare oceani di pagine (ricordate? Ho parlato di febbre da attesa!). Sì perchè la struttura è un capitolo = un personaggio diverso, e i personaggi di Martin misurano 70 pagine di Appendice. Ovviamente non si dà spazio a tutti (anche se non ne sarei più così certa dopo aver letto gli ultimi due libri…), ma anche quelli “degni” di raccontarci la loro storia con i loro stessi occhi, non sono affatto pochi.

Potrebbe sembrare ora che veda questa moltitudine di braccia e gambe come un qualcosa di negativo. In realtà è l’opposto. Dico che a volte è snervante aspettare 100 pagine per sapere “com’era andata quella volta”, non lo nego, ma quanto adori la ricchezza, la completezza e la realtà della vita dei mondi di Martin, ormai lo sanno anche i miei muri. 70 pagine di personaggi tutti dotati di una propria anima e tutti collegati tra loro. Gestire tutti quanti appare ed è un’impresa titanica cui solo un genio poteva riuscire. E Martin è un genio.

E dato che siamo passati alle lodi, eccone un’altra. Ciò che più mi ha fatto innamorare delle Cronache è la totale assenza di punti di riferimento. Non esistono i buoni e i cattivi (a parte forse rare eccezioni in cui ho visto o solo bene -Ned- o solo male -Jeoffrey-), non esiste il giusto e sbagliato. La realtà è fatta sia di luci che di ombre, ed è questo forse il vero messaggio che ci lascia Martin. Inutile cercare quella che di solito nei libri io chiamo la “guida morale”: ognuno di loro ti dirà e ti farà credere che la loro scelta è quella giusta. La bussola questa volta devi essere tu, tu decidi che agisce bene e chi agisce male, a tuo “rischio e pericolo”. Anche perchè dovrai poi convivere con tutte le loro “ombre”, perchè ne avranno, oh se ne avranno!

C’è da dire che comunque all’inizio della lettura ancora ovviamente non puoi sapere ciò, quindi involontariamente fai una distinzione tra buoni e cattivi… Ma poi, conoscendoli tutti meglio capisci che quel personaggio alla fine non è poi così cattivo, e soprattutto che quell’altro non è poi così buono. Prendiamo un esempio che non dovrebbe essere troppo spoileroso: Re Robert. Non so voi, ma Robert a me all’inizio sembrava tanto un buontempone solo un po’ scorbutico, ma tutto sommato un gran amicone. Ma ora pensando a lui vedo solo un ubriacone vizioso che ha ucciso per avere la corona, solo per poi lasciare i Sette Regni in mano ad un subdolo Consiglio. Senza contare le gravi colpe di cui si è macchiato nei confronti della moglie. Questo tra l’altro è un esempio facile, che forse quasi tutti condividerebbero, ma ci sono altri personaggi che sta alla propria interpretazione definire. Uno per tutti, a me alla fine stava simpatico anche il Mastino, ma credo che pochi possano attribuirgli quegli sprazzi di luce che in lui ho visto io..

E poi un’altra cosa: tu conosci tutti quanti i personaggi, ma loro non si conoscono fra di loro, e questo a volte te lo dimentichi, così in certe occasioni rimani spiazzato. Ad esempio sai che tale non farebbe mai promesse che non manterrebbe, quindi inconsciamente pensi che gli altri si fidino di lui, ma così non è, e, cavoli!, questo mi ha fatto male innumerevoli volte! Oppure sai che quella persona, pur apparendo cattiva in certe situazioni, con determinate persone non alzerebbe un dito, ma anzi, cercherebbe di aiutare.. ma quelle persone ovviamente non lo sanno, quindi restano sempre sulla difensiva…
Il bello di leggere la storia da tanti punti di vista diversi è che noti tutte quelle difficoltà e tutte quelle contraddizioni che viviamo noi stessi nella vita di tutti giorni. Tutti noi litighiamo perchè abbiamo una nostra versione della storia, e se tutti avessimo la possibilità di leggere i capitoli gli uni degli altri, molti problemi sarebbero risolti. Forse. Dipende… Magari la persona che ci sta davanti si rivela una Cersei e allora è meglio scappare… XD

Insomma, cercando di arrivare ad una conclusione, qui non ci troviamo davanti alle ballate che piacciono tanto a Sansa, questa è una storia cruda, cinica, meschina… vera.
Se fossimo davanti ad una ballata Ned avrebbe salvato i Sette Regni da una guerra certa, avrebbe detronizzato il falso Re e guidato quello vero nel far del bene. Tyron pur essendo un nano sarebbe amato e rispettato da tutti, Jaime e Cersei andrebbero incontro a morte certa e così tutti i figli generati dall’incesto. Fosse una ballata molti sarebbero morti e molti altri sarebbero ancora in vita. Ma questa non è una ballata, queste sono le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

«Per quelli come noi» riprese la giovane donna guarriera «l’inverno non arriverà mai. Se dovessimo cadere in battaglia, le nostre gesta verranno cantate nelle canzoni, ed è sempre estate nelle canzoni, tutti i cavalieri sono valorosi, tutte le fanciulle sono belle e splende sempre il sole.»

– Brienne di Tarth

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Cose da fare nella vita: guardarsi un episodio del Doctor Who in treno, quando il sole sta tramontando, il rosso del cielo ti avverte che la realtà se ne sta andando, e poi arriva il blu scuro dei sogni…
E allora il dondolio del treno e lo scorrere delle stelle rendono ancora più magiche e oniriche le avventure del Dottore. Se poi l’episodio che stai guardando è quello del tuo scrittore preferito, bè, il suo Morfeo gli rende omaggio, così tu non stai più guardando l’episodio, lo stai sognando! E, si sa, nei sogni tutte le sensazioni ed emozioni sono più vivide…

Patchwork and classic people, vi presento The Doctor’s Wife!

In realtà non so neanche cosa dire… Come direbbe Delirio: esiste una parola per esprimere ciò che provi dopo aver visto/letto un’opera di Neil Gaiman? Risposta: no. Lui la deve ancora inventare! XD
Quindi non dirò che il suo episodio è stato bellissimo, meraviglioso, geniale, divertente, commovente, sublime & CO. Sono tutti termini riduttivi, e da soli certo non bastano. Dirò invece: avete presente quella sensazione quando ordinate qualcosa da un catalogo, pensate che sia bellissima, ma c’è una parte di voi che pensa che una volta arrivata potrebbe essere diversa da come ve l’aspettavate, ma poi, quando arriva, vi accorgete che è più di quanto avreste mai potuto immaginare?
… Bene, non c’entra niente. Ma se vi aiuta a capire, sì. XD

Tra l’altro va detto che è grazie a questo episodio che ho iniziato a vedere Doctor Who: senza la notizia che Neil avrebbe scritto una puntata, mi sarei arenata con Rose (per l’intera storia, leggere qui).
Quindi non solo è uno degli episodi più belli EVER, ma è anche l’episodio grazie al quale posso dire che è uno degli episodi più belli ever (chiaro, no? XD)!
Ma di cosa parla alla fine? L’episodio parte da un’idea semplicissima, ma allo stesso tempo geniale: cosa succederebbe se il Dottore potesse parlare con il suo TARDIS? Ed ecco che l’episodio (nemici, corridoi infiniti e little boxes a parte) ci rende spettatori di uno dei rapporti più belli e speciali della televisione: quello fra il Dottore e il suo TARDIS. ♥

Quando tutti gli altri se ne vanno, rimangono sempre loro due, sempre insieme, sempre in viaggio fra il tempo e lo spazio. Abbiamo sempre saputo che il Dottore adorasse alla follia il suo TARDIS (mi ha fatto morire dal ridere nell’episodio dei pirati la scena in cui trovano “l’infermeria” e parte questa scena: Capitano Avery: Toby!, Amy: Rory!, il Dottore: il TARDIS! XD), ma lei cos’avrà mai pensato di questo mad man che, per quanto ne sapevamo noi, l’aveva rubata? Ed ecco che scopriamo che il TARDIS aveva voglia di fuggire e viaggiare quanto il Dottore: non è stato lui a rubarla, è stato lei a sceglierlo!

TARDIS/Sexy: I wanted to see the Universe so I stole a Time Lord and I ran away. And you were the only one mad enough.

Due spiriti affini che s’incontrano e che diventano complementari l’uno per l’altra e che per centinaia di anni hanno vissuto sempre insieme… Quanto forte può essere un legame del genere? Forte abbastanza da far piangere il Dottore, e questo dice tutto.

Ogni dialogo fra loro è stato qualcosa di speciale, non una parola è stata priva di significato, ognuna è stata preziosa come una gemma rarissima, e soprattutto pregna di sottintesi, di una conoscenza profonda fra l’uno e l’altra, e di un affetto immenso che permette loro anche di litigare come una vecchia coppia sposata!

The Doctor: I just want to say, you know you have never been very reliable.
TARDIS/Sexy: And you have?
The Doctor: You didn’t always take me where I wanted to go.
TARDIS/Sexy: No, but I always took you where you needed to go.
The Doctor: You did.

She did. Ed ora è come se ogni avventura ce l’abbia organizzata il TARDIS, e sembra quasi di vederla, mentre prende per mano il suo Dottore e lo porta attraverso lo spazio e il tempo… Ora niente sarà più come prima: abbiamo sentito parlare il TARDIS, ora non vedremo più una “magica cabina blu”, ora vedremo sempre Sexy.

E dobbiamo riconoscere che ancora una volta Neil ce l’ha fatta! Non solo ha tirato fuori un episodio …. (ve l’ho detto, non esiste la parola!), ma ha anche rivoluzionato il modo in cui vedremo le passate e le nuove avventure. Non però una rivoluzione violenta, anzi. Sottile, dolce, e in certi momenti poetica…

TARDIS/Sexy: I’ve been looking for a word. A big, complicated word, but so sad. I found it now.
The Doctor: What word?
TARDIS/Sexy: “Alive.”  I’m alive.
The Doctor: Alive isn’t sad.
TARDIS/Sexy: It’s sad when it’s over. I’ll always be here, but this is when we talked. And even that has come to an end.

Grazie Neil. Ora Sexy ci mancherà, ma sappiamo che sarà sempre lì, insieme al suo Dottore, in viaggio, come una luna di miele lunga secoli e secoli…

TARDIS/Sexy: Are all people like this?
The Doctor: 
Like what?
TARDIS/Sexy: 
So much bigger on the inside.

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